Il Lecce entra in una fase cruciale di programmazione per la prossima stagione. Con la fine del lungo ciclo targato Pantaleo Corvino, il club salentino è chiamato a definire i pilastri del nuovo progetto tecnico, comprendendo direttore sportivo e allenatore per la squadra che affronterà il campionato 2026/2027.
Verso la conferma
Il tecnico Eusebio Di Francesco, artefice della salvezza con la valorizzazione di giovani come Tiago Gabriel, Ramadani, Danilo Veiga e il rilancio di Banda, ha diritto al rinnovo automatico per un anno, ma attenderà di comprendere i programmi del club prima di prendere decisioni definitive. La sua permanenza potrebbe essere condizionata dalla condivisione di un progetto che comprendera il futuro nuovo direttore sportivo, designato a sostituire Corvino. Di Francesco, pur avendo attirato le attenzioni di altre società, tra cui il Bologna, potrebbe restare se il Lecce riuscirà a garantire continuità nella valorizzazione dei talenti e un mercato adeguato, con meno sacrifici rispetto all’anno precedente.
Fine della maledizione?
Non vive due stagioni consecutive in una stessa squadra dal 2018/2019, anno in cui guidò la Roma fino alla semifinale di Champions League. Una vera e propria maledizione la sua, che lo ha portato a subire una serie di esoneri a cominciare dalla Sampdoria nel 2019, poi il Cagliari nel 2021, per poi proseguire con il Verona nello stesso anno. Dopo sono arrivate le due retrocessioni consecutive all’ultima giornata con Frosinone e Venezia, ma quest’anno finalmente la svolta. Di Francesco ha salvato il Lecce, ponendo fine a un periodo difficilissimo della sua carriera e rilanciando la propria immagine nel calcio italiano.
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Ce l’ha fatta solo perchè Pisa non era attrezzata, Verona smobilita ed a Cremona c’è andato chi è perfino peggio. Poco di cui vantarsi. Certo, aveva in effetti una delle squadre più fragili e diffusamente intese come tra le maggiori candidate alla retrocessione.
Stesso discorso vale per il Cagliari
Non capisco come certi allenatori nonostante le stagioni negative e i vari esoneri, trovino ancora panchine!
Trovano panchine perché sono buoni allenatori!
Sono scarse le società che credono di fare campionati straordinari con giocatori da due soldi perché l’ottimo allenatore risolve tutti i problemi.