Doveva essere il momento della distensione, rischia invece di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro. Dopo l’intervento dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta in Consiglio comunale, che aveva provato a rassicurare sulla risoluzione degli ultimi nodi legati al PEF dello stadio, i rapporti tra il Cagliari Calcio e il Comune si sono nuovamente irrigiditi.
Come riportato su L’Unione Sarda, dalla società rossoblù filtra forte malcontento: nonostante alcuni passi indietro già compiuti dal club, l’amministrazione sarebbe ora ferma su una posizione considerata inaccettabile.
Il passo indietro del Cagliari
Il club ha infatti rivisto alcune richieste iniziali, rinunciando sia all’ipoteca sul diritto di superficie sia alla gestione diretta dei parcheggi.
Una concessione significativa, che nelle intenzioni della società avrebbe dovuto favorire un’intesa definitiva. Ma, secondo quanto emerge, il Comune avrebbe alzato il muro sul tema del canone di concessione, riaprendo di fatto la trattativa.
Giulini perde la pazienza
La reazione del presidente Tommaso Giulini sarebbe stata durissima. Subito dopo l’intervento in Aula, il numero uno rossoblù avrebbe espresso tutta la sua irritazione, chiedendo alla dirigenza una linea di “assoluta rigidità” per i prossimi incontri con il Comune.
Il nodo è diventato non solo economico, ma anche di principio. La sensazione è che la trattativa sia entrata in una fase estremamente delicata.
Il nodo del canone
Il Cagliari non intende fare ulteriori passi indietro: nel nuovo piano economico-finanziario che sarà presentato a Palazzo Bacaredda tra venerdì e sabato, non sono previste modifiche sulla cifra del canone.
La richiesta resta fissata a 50mila euro annui, considerata sostenibile e in linea con altri modelli italiani: dall’Udinese Calcio (circa 45mila euro) fino alle ipotesi allo studio per altri grandi impianti.
La posizione del club è chiara: avendo già rinunciato a introiti importanti – come quelli derivanti dalla gestione dei parcheggi, stimati in circa 1,5 milioni – un aumento del canone comprometterebbe l’equilibrio dell’intero progetto.
Il rischio: salta tutto
Il clima resta teso e il rischio concreto è quello di uno stallo definitivo. Nelle ultime ore si moltiplicano i tentativi di mediazione, con l’obiettivo di trovare un compromesso prima di una data chiave.
L’ombra di Euro 2032
Mercoledì 1° aprile intanto è atteso a Cagliari Michele Uva, delegato UEFA, per fare il punto sulla questione stadio in vista di UEFA Euro 2032.
Un appuntamento che aumenta la pressione su tutte le parti in causa. Il tempo stringe e la partita si gioca su più tavoli, tra diplomazia e strategia.
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Non mi risulta che nei 5 anni precedenti con regione e comune di Cagliari governati dal centro destra si sia già fatto lo stadio. E attualmente proprio l’opposizione al Comune di Cagliari sta protestando per il canone troppo basso. Ricordiamoci sempre che ci sono in ballo aree e soldi pubblici. Guardate quello che sta succedendo al Comune di Milano per lo stadio San Siro. Da tifoso del Cagliari spero che trovino la quadra in tempi brevi e credo che alla fine la soluzione si troverà❤️💙
Fatelo in altro comune vicino. Occhio solo ai fenicotteri e lontano dall’aeroporto, sperando non si trovino altri pretesti. Quanto ai cagliaritani, soprattutto ai tifosi, complimenti per la scelta su Zedda!
Giulini non sarà il massimo, ma i nostri politicastri non permetteranno mai di costruirlo, sempre con nuovi pretesti.
Sempre a mettere il bastone tra le ruote.
Adios stadio…
Bisogna fare i complimenti ai cagliaritani!!!!!!! Lo avete voluto?????? Questo è il risultato!!!!!!!!! Conoscevate il
Personaggio eppure lo avete rimesso al comando!!!!!! Ostacolare la costruzione dello stadio? Film già visto quando c’era lui anni fa!!!!!!
Giulini rubagalline non hai 50mila di canone?
Bla bla bla bla bla bla bla
Tutte scuse. Lo stadio non lo vedremo ancora per un bel pezzo semplicemente perché nessuno sa come gestire la viabilità cittadina. Serve prima aggiustare le strade, poi forse partiranno pure i lavori dello stadio. A voglia di spingere e tirare per la giacca l’assessore ai LL.PP.. Nessuno ha le idee chiare, né tantomeno il coraggio di dire che – al momento, lo stadio non si può fare. E’ tutto troppo incasinato.
Fuori da Cagliari . basta mettersi d’accordo con gli altri paesi dell interland è mandare a farsi benedire il comune di Cagliari solo che sono tutti collusi