Il cambio è dietro l’angolo. Perchè la riforma che cambierà il volto degli arbitri italiani è ormai avviata, con il presidente della FIGC Gabriele Gravina, che ha dato il via a un progetto ambizioso.
Professionismo totale
Il piano prevede il passaggio definitivo al professionismo per i direttori di gara, un cambiamento che si ispira al modello inglese della PGMOL e che si concretizzerà attraverso la creazione di una nuova entità che gestirà gli arbitri di Serie A e Serie B. Il tutto nasce da un incontro avvenuto a Via Allegri, dove Gravina, il designatore Gianluca Rocchi e il vicepresidente dell’AIA Francesco Massini hanno definito i primi dettagli di una riforma epocale.
Arbitri professionisti: un passo decisivo
Il nuovo ente, una società di diritto privato controllata interamente dalla FIGC, avrà il compito di gestire gli arbitri con completa autonomia, separando nettamente la parte tecnica da quella politica e mettendo al centro il merito. Con questa decisione, si supera il vecchio sistema che privilegiava la rappresentanza territoriale, un cambiamento che era da tempo nell’aria, ma che oggi trova finalmente concretezza.
Il nuovo organismo avrà a disposizione un budget iniziale di circa 20 milioni di euro, garantito dalla FIGC, e sarà guidato da un consiglio d’amministrazione composto da tre membri indipendenti. A loro il compito di nominare il direttore generale e, soprattutto, il direttore tecnico, figura centrale nella riforma. Gravina, infatti, ha sottolineato che la scelta del designatore non sarà più un atto politico interno all’AIA, ma si baserà esclusivamente su criteri professionali, meritocratici e di rendimento. Nonostante le perplessità sollevate da Massini, che avrebbe preferito un maggiore controllo tecnico, sembra ormai che la strada sia segnata. L’obiettivo è di rendere operativa la nuova struttura già per la stagione 2026-27.
I contratti e la stabilità degli arbitri
La riforma non riguarderà solo la gestione degli arbitri, ma anche il loro quotidiano. Gli arbitri di élite saranno inquadrati con contratti a tempo determinato che garantiranno loro uno stipendio fisso, slegato dal numero di partite dirette, e includeranno diritti d’immagine e trattamento di fine rapporto. Questo rappresenta un passo fondamentale per garantire maggiore serenità e stabilità economica per i direttori di gara. Inoltre, per assicurare il ricambio generazionale, sarà istituito un sistema di promozioni annuali dalla Serie C, dove la formazione resterà sotto l’egida dell’AIA, ma l’accesso alla professione sarà determinato solo dal nuovo direttore tecnico.
23 marzo
I prossimi appuntamenti sono già stati fissati. Quel giorno è in programma un incontro con i presidenti di Serie A, mentre ad aprile la riforma approderà in Consiglio Federale per l’approvazione definitiva.
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Se l’arbitro potessero sceglierlo le due squadre in accordo sparirebbero immediatamente gli arbitri imparziali e/o scarsi.
Io faccio fatica a capire questa storia del professionismo, perché se sono professionisti, improvvisamente diventano bravi e non sbagliano più ??? Qualcuno capisce il motivo ???