La realtà della situazione è che il momento della Cremonese si è fatto complesso e il nome di Davide Nicola è tornato al centro delle riflessioni. A pesare, come scrivono i colleghi di CalcoCremonese.it, è la serie di risultati negativi ha incrinato le certezze costruite nella prima parte di stagione, quando la squadra aveva mostrato organizzazione, solidità e una chiara identità tattica. Oggi, invece, il quadro appare diverso e la panchina grigiorossa non è più inattaccabile.
Cremonese, Nicola in bilico
I numeri raccontano di un calo evidente. Come sottolinea Tuttocremonese, le sconfitte sono aumentate, i pareggi non hanno garantito ossigeno in classifica e la distanza dalla zona calda si è ridotta. Ma oltre ai dati, è la sensazione di involuzione a pesare. La Cremonese fatica a mantenere equilibrio durante i novanta minuti, soffre nei momenti chiave delle partite e mostra difficoltà nel reagire agli episodi sfavorevoli. La fase offensiva produce meno rispetto al passato, con una concretezza ridotta sotto porta. Allo stesso tempo, la difesa concede disattenzioni che in Serie A si pagano con puntualità. Quando una squadra perde compattezza e fiducia, il rischio è che si inneschi un circolo vizioso difficile da interrompere. La classifica contribuisce ad aumentare la pressione. Il margine sulla zona retrocessione si è assottigliato, trasformando ogni giornata in uno snodo decisivo. In queste circostanze, le società sono chiamate a valutazioni delicate: proseguire con l’allenatore attuale, confidando in una reazione interna, oppure intervenire per tentare una scossa immediata.
Salvezze complicate ma realizzate
Nicola ha costruito la propria carriera su imprese salvezza e rimonte complicate, qualità che rappresentano un patrimonio di esperienza importante. Tuttavia, ogni stagione presenta dinamiche differenti. La dirigenza dovrà interrogarsi sulla capacità del tecnico di invertire la rotta nel breve periodo, soprattutto alla luce di un calendario che propone sfide pesanti, sia contro dirette concorrenti sia contro squadre di vertice. Le motivazioni che potrebbero spingere verso un esonero ruotano attorno a tre fattori principali: interrompere la spirale negativa, evitare un crollo psicologico del gruppo e preservare la permanenza in categoria. Nel calcio, il cambio in panchina viene spesso percepito come l’ultima leva per modificare l’inerzia di una stagione.
Al momento non sono arrivate comunicazioni ufficiali dalla società, ma il clima resta in evoluzione. L’ipotesi di un esonero non è più remota e dipenderà in larga parte dai prossimi risultati, che potranno rafforzare la fiducia o accelerare le decisioni.
Classifica difficile
La Cremonese si trova dunque davanti a un bivio. Confermare Nicola, puntando sulla reazione del gruppo e sulla continuità tecnica, oppure optare per una nuova guida nella speranza di ritrovare compattezza e punti. Le prossime settimane saranno determinanti per delineare il futuro della panchina grigiorossa.
Un marzo di fuoco per la Cremonese
Dopo il Milan, infatti i grigiorossi affronteranno tre scontri diretti consecutivi contro Lecce, Fiorentina e Parma. Un trittico che assume il valore di autentici spareggi salvezza. In queste partite non conterà solo l’aspetto tecnico, ma soprattutto la tenuta mentale e la capacità di reggere la pressione.
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Nicola non mi piace, non ha gioco, come si è visto a Cagliari. E’ il nostro destino – da quando c’è Giulini, avere allenatori senza idee e che pensano solo a buttare la palla avanti. Tuttavia Nicola è un onesto mestierante e non sarei tanto sicuro che retroceda, come qualcuno scrive. Nonostante abbia una squadra scarsa e abbia avuto la possibilità di scegliersi qualche giocatore, il livello è molto basso. All’inizio lo davano ultimo, ma se la sta giocando. E se Atene piange, Sparta non ride…
Questi sono i “qualche giocatore” avuti:
Luperto
Grassi
Maleh
Sanabria
Djuric
Pezzella
Bonazzoli
P.S se riteneva il parco giocatori non adeguato al suo livello, si teneva i suoi due anni di contratto con il Cagliari e attendeva una rosa consona.
Devo dire che per la squadra che ha, Nicola sta facendo fin troppo bene.
Assolutamente si. Giocando male, ma lottando.
Io mi preoccuperei del nostro Cagliari, non della Cremonese. Anche se, è vero, i nostri risultati si basano sempre sulle disgrazie altrui.
E Luperto che fa se lo esonerano?
Una squadra la trova di sicuro anche se retrocedono, tranquillo. Non è Deiola.
A 2,3 milioni fino al 2030? Secondo me gli fanno pagare metà ingaggio a Nicola se viene esonerato visto che oltre all’ingaggio gli ha fatto spendere 5 milioni subito per comprarlo.
A me dispiace per Nicola, molto meno per chi criticava Pisacane osannando Nicola, i cavalli buoni si vedono all’arrivo.
Certo, però manca ancora parecchio all’arrivo…non sarebbe il caso di aspettare?
Mancano 12 gare e 36 punti all’arrivo,gugo..
Come ho più volte scritto, Nicola è un allenatore che non sa dare un gioco alla squadra. Ricordo solo lanci lunghi sperando che Piccoli prendesse la palla. Niente di nuovo, di coraggioso. I cambi li faceva a 7-10 minuti dalla fine nonostante stesse perdendo. Ha sempre avuto la fortuna di salvare squadre pericolanti. L’altro difetto importante è che non è mai stato fatto entrare un giovane. Li convocava e basta. Insomma, un allenatore scarso, ma non sono affatto sicuro che retroceda.
Ottima analisi
Sempre detto, quindi non posso che essere d’accordo con te. Anche sul fatto che non è detto che retroceda, anzi…
Non mi stupirebbe, ma gli auguro comunque di salvarsi. Onestamente con noi si è comportato bene
Scarso era è scarso rimarrà
È meglio che lo tengano perché in materia di salvezza per squadre scarse è il migliore. Certo per obiettivi superiori non mi affiderei a lui.
Chi ha sempre detto, sostenuto che mr. Nicola è un allenatore zonista e pertanto abbonato ai gol evitabili pesanti e penalizzanti subiti dalle sue squadre per mancanza di marcatura a uomo moderna, Cagliari compreso?