TRE VITE SPEZZATE. Era l’alba del 2 gennaio 1994. Un tragico incidente stradale a Bisceglie, città in cui militava nel locale club di Serie C2, mise fine alle giovani vite di Francesco Antonio Pisicchio e due suoi amici. Franco, come era affettuosamente chiamato, aveva appena 23 anni. Era nato a Melfi (Potenza) il 13 giugno 1970, ma cresciuto a Lavello. Un’ala promettente che aveva conquistato la promozione in A con il Bari nella stagione 1988-89 ed era sbarcato a Cagliari. Il primo Cagliari di Claudio Ranieri, appena arrivato tra i cadetti.
PROMOZIONE. 19 presenze, di cui 5 come titolare, gli consentirono di mettere in bacheca un’altra promozione nel massimo campionato: niente male, per un ragazzo non ancora ventenne. In Serie A, tuttavia, non avrebbe mai giocato. L’esperienza in Sardegna durò un solo anno. Vestì poi le casacche di Salernitana, Taranto, Siena e appunto Bisceglie, vivendo un graduale allontanamento dal vertice del calcio italiano. Lavello gli ha intitolato lo stadio comunale.
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La mitica P3 evocata da Ranieri in quel periodo, con Paolino e Provitali.
18 febbraio 1990. Ero a Monza al Brianteo. Pisicchio (sfortunato ragazzo) giocò titolare al posto di Paolino. All’82esimo fece il cross per il colpo di testa decisivo di Provitali. Un minuto dopo Ranieri lo tolse per sostituirlo con Rocco. Bei tempi. Domenica, invece, saremo proprio a Monza, sul campo di una squadra che non vince in casa dal 16 febbraio 2024…guarda caso proprio con il Cagliari (Daniel Maldini). Chissà se riusciremo nella nuova impresa…!!
Pardon 16 marzo, era il sabato della Milano- Sanremo
Poche settimane più tardi espugnammo invece il Sinigaglia di Como con una rete allo scadere su calcio di rigore di Lucio Bernardini
E, anche in quell’occasione, se non sbaglio il povero Pisicchio giocò in attacco assieme a Raffaele Paolino
Esatto. Rispetto a Monza la sostituzione fu al 76esimo. Entrò Provitali per Pisicchio che era partito titolare con Raffaele Paolino 👍
Ero anche a Como. Ero proprio dietro la porta dove Lucio trasformò il calcio di rigore. All’epoca riuscivo a seguire spesso i Cagliari prima che i miei impegni da giornalista sportivo, ho lavorato 30 anni in Liguria, mi impedissero di seguire la squadra la domenica dovendo occuparmi delle squadre della regione
Io, all’epoca, stavo finendo il liceo, ma ho ancora fissi nella memoria certi ricordi. Probabilmente, seguire il calcio era una passione vera, non mi perdevo una notizia, né una partita che riguardasse il Cagliari. Con gli anni per vari motivi mi sono un po’ allontanato dal calcio e, di conseguenza, un po’ arrugginito. Nel senso: puoi chiedermi tutto su Tiziano Bruzzone, Mobili e Pacioni, ma ora come ora non saprei cosa rispondere circa la carriera di Cavallo, Colasante o Husbauer Tuttavia, sono convinto che potrei ben figurare a Telemike sul Cagliari di quel (bei) tempi se solo si potesse tornare… Leggi il resto »
Stesso discorso per me. Nel 2014 come tifoso, ma anche come addetto ai lavori, la prima domanda che mi posi era a chi avesse venduto Cellino. Essendo nell’ambiente, ma non conoscendo il nuovo acquirente, mi informai direttamente e capii tutto dal primo momento…! Oggi scambio qualche punto di vista sui dati storici con appassionati come Te e nulla più. Sono meravigliato che ancora la squadra sia in serie A con questo corso, anche se diversi eventi, diciamo fortunosi, hanno evitato il definitivo tracollo. In ogni caso la strada è tracciata e il grande rammarico è che senza una tabula rasa,… Leggi il resto »