Sul proprio profilo Instagram, Alessandro Buongiorno ha scritto una lunghissima lettera d’addio al Toro.
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Per trovare giocatori simbolo bisogna distinguere i periodi, quelli con il vincolo e quelli dopo la legge Bosnan cioè prestazioni a contratto. Nel primo caso oltre a Riva aggiungerei Rivera e Mazzola. Nel secondo caso uno su tutti Francesco Totti.
I GiggiRiva,i Maldini,i Bergomi,i Totti,sono un’esempio di carattere e dedizione all’unica maglia.Oggi il “d,i,o” denaro fa si,che tutti si svendano per 40 denari.
Molla Maldini, Bergamo e Totti, guadagnavano un pacco di soldi e i loro trofei gli hanno vinti, Riva che poteva permettersi stipendi da sogno e chissà quanti trofei ha scelto Cagliari per amore, caso più unico che raro.
Certo Riva resta unico nel panorama calcistico.Gl’altri citati hanno comunque -pur se hanno guadagnato e vinto- hanno onorato l’unica maglia.
Totti rimanendo a Roma ha rinunciato a parecchi soldi in più e trofei, che magari avrebbe potuto vincere al Real Madrid. Forse resta l’unico esempio nel calcio moderno che si avvicina (anche se solo lontanamente a livello d’integrità morale) all’inimitabile Riva. Questo rispetto agli altri esempi citati che comunque hanno guadagnato e vinto molto.
C’è solo un Gigi Riva, purtroppo
Seghe, non ce n’é uno, dico uno che abbia il coraggio di andare controtendenza, che decida di dare tutto per il club che lo ha arricchito, nemmeno se questo é della propria città. I calciatori ormai sono una massa di esseri informi omologati e piegati al sistema globalizzato e capitalista. Fosse stato Buongiorno un vero capitano, sarebbe rimasto, pretendendo 2/3 innesti importanti per portare il Toro alle coppe. Non ci aspettavamo altro comunque. Mie umili opinioni