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ESCLUSIVA – Tesser: “Cagliari-Napoli: la fiducia nei propri mezzi come ago della bilancia”

L'ex allenatore del Cagliari - nonché calciatore del Napoli - Attilio Tesser, uno dei più apprezzati tecnici italiani, ai microfoni di CalcioCasteddu: uno sguardo alla partita di oggi, il giudizio sui colleghi, la lotta salvezza e tanto altro. Buona lettura!

Attilio Tesser, 65 anni da Montebelluna (Treviso), è stato un buon difensore in Serie A a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 con Napoli e Udinese. Nella sua seconda carriera nel calcio, come allenatore, può vantare tante affermazioni tra B e C, con ben 5 promozioni conquistate. Ma appena 44 panchine in massima serie, la prima delle quali nel Cagliari: Cellino lo esonerò quasi subito nell’agosto 2005, dopo 3 gare in Coppa Italia e l’esordio negativo in campionato a Siena. Freschissima la sua separazione dalla Triestina, nonostante 14 vittorie e 4 pareggi in 24 match, dopo una sconfitta con la Pro Patria e la squadra terza in classifica. Da persona perbene, il Mister non cela il suo rammarico ma preferisce in fretta cambiare argomento per evitare polemiche: “Andiamo avanti, parliamo di calcio!“.


Buongiorno, Mister Tesser. All’inizio di questo mese, la Triestina ha scelto di separarsi da lei così:

Dopo aver acquisito un club in totale disordine, era chiaro che Attilio fosse la persona più adatta a fornire stabilità e organizzazione a una rosa che stava subendo un significativo turnover. In questo senso, Attilio ha avuto più successo di quanto potessimo immaginare. Riteniamo di essere in anticipo rispetto alla tabella di marcia, ed è arrivato il momento di passare alla fase successiva del nostro progetto. La professionalità e l’integrità di Attilio sono indiscusse, e lui occuperà sempre un posto speciale nella storia della Triestina. Auguriamo ad Attilio tutto il meglio per il suo futuro”.

Naturale rimanere increduli: eravate al terzo posto in classifica…

“(Ride, ndr) Eh, vabbè. Non ci si sorprende più di nulla. Non voglio andare a fondo a questo discorso e alla mia età scelgo di portarmi dentro l’affetto della città di Trieste. Questo vale molto di più di tutto il resto“.

Oggi Cagliari-Napoli: visse due stagioni da calciatore con la maglia partenopea e poi un’esperienza-lampo sulla panchina rossoblù. Come reputa la stagione della squadra sarda?

Da lontano e dall’esterno non è mai facile farsi un’idea precisa. Ho visto un pochino il Cagliari in questa stagione e mi sono rimaste impresse le rimonte conquistate con grinta e cuore, in particolare quella contro il Frosinone: una squadra che lottava su ogni pallone, con lo spirito giusto e volontà. L’ho affrontata lo scorso anno in B, molto ben organizzata e con un tecnico come Ranieri che rappresenta una garanzia. Ha esternato il desiderio di dimettersi e la squadra l’ha convinto a restare. Però poi c’è il campo che deve dare le risposte giuste. Se fosse un gruppo scollegato si vivrebbe un momento estremamente difficile. Però sembra che la rosa sia con lui e per un allenatore questo è fondamentale“.

Il Napoli arriva da una stagione in tono decisamente minore, rispetto alla meravigliosa cavalcata della scorsa annata. Ora il suo collega Francesco Calzona debutterà in A come primo allenatore.

Conosco Napoli, avendola vissuta da calciatore. So cosa significano Napoli, la sua tifoseria, il suo calore fondamentale. Gli azzurri hanno fatto due cambi in panchina, da Garcia a Mazzarri e ora Calzona. La qualità della rosa non si discute. In Champions League ho visto una buona squadra, nonostante Calzona abbia avuto pochissimo tempo per incidere. Cagliari e Napoli hanno bisogno entrambe di punti: chi riuscirà a giocare maggiormente in fiducia avrà la meglio, perché una rosa più attrezzata sulla carta non può mai bastare“.

Si sarebbe aspettato una lotta salvezza così caotica?

No, non mi sarei aspettato questa lotta accesa nelle retrovie. Una mischia che coinvolge tante squadre. Frosinone e Lecce non stanno facendo bene, però i punti conquistati in avvio di stagione le tengono un pochino più al riparo. C’è una lotta aperta, in cui il Cagliari dovrà credere all’impegno con il Napoli, perché anche un breve filotto di risultati può cambiare tutto. Vediamo l’Empoli cosa sta facendo“.

Il Bologna di Thiago Motta è la vera sorpresa di questo campionato.

Esprimo sinceri complimenti al Bologna. Organizzazione super: la fiducia con cui i giocatori vanno in campo è palese e sposta gli equilibri, così come l’efficacia generale della squadra anche nei momenti in cui è necessario soffrire. Gioca sempre per dire in ogni gara: ‘Noi ci siamo, vogliamo giocare un buon calcio e proporlo in ogni situazione’. Interpretano le gare in modo positivo e i risultati ne sono la conseguenza naturale, che portano un gruppo a consolidarsi“.

Nelle zone di vertice della classifica, c’è un’Inter ormai pienamente consapevole del proprio valore.

I nerazzurri hanno un’identità particolare e forte: non solo tecnico-tattica. Seguendo le dichiarazioni costanti dei giocatori di Inzaghi, quando vengono intervistati, traspare quanto la squadra sia compatta e quanto abbia voglia di imporsi. Con grande sicurezza“.

Guardando al panorama dei suoi colleghi, c’è un nome su cui se la sentirebbe di sbilanciarsi per il futuro?

Già quando allenava l’Imolese lo incontrai mentre guidavo il Pordenone e ne ho seguito la crescita: Alessio Dionisi, nonostante il momento difficilissimo alla guida del Sassuolo e dopo la sconfitta di ieri, mi ha sempre trasmesso buone sensazioni sul suo lavoro. Non era un predestinato, però è stato capace di dare una bella identità alle sue squadre. Ha fatto finora una buona carriera tra Venezia, Empoli e Sassuolo. Se dicessi De Zerbi, sarebbe troppo facile e andrei sul sicuro. Non ha ancora vinto in carriera, però la sua impronta forte alle squadre l’ha data, eccome. Sono curioso di vederlo, in futuro, sulla panchina di un top club e valutare il suo valore. Sono sicuro che crescerà ancora“.


Io e il Mister ci salutiamo e chiudiamo la conversazione. Ma dopo un minuto scarso, mi richiama.

Mi sono dimenticato di dirti una cosa prima, e ci tengo ad esprimerla, anche in virtù del discorso fatto in precedenza. Provo davvero una grandissima stima per Claudio Ranieri, come allenatore e uomo. Il suo valore è fuori discussione e il gesto delle dimissioni presentate parla per lui. Se appare davvero non sereno come al solito, nelle ultime apparizioni con la stampa, potrebbe essere pensieroso e triste. Se le cose non dovessero andare nel verso giusto, a stretto giro di posta, conoscendolo potrebbe allora fare davvero la scelta di andare via. Ma ripeto: in quest’intervista abbiamo parlato di tante cose e ho reputato doveroso rinnovare a Claudio la mia sincera ammirazione“.

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