La lotta contro la pirateria online, in particolare per quanto riguarda la trasmissione illecita di eventi sportivi come la Champions League e la Coppa Italia di basket, è diventata sempre più intensa grazie all’introduzione di nuove piattaforme e strumenti tecnologici. Secondo quanto riportato dal sito di Agcom, la piattaforma anti-pirateria ha bloccato 528 indirizzi IP nel primo mese di attività, con picchi di oscuramenti durante eventi sportivi di rilievo come il match tra Roma e Inter e quello tra Juventus e Udinese. Questa iniziativa si inserisce nel contesto normativo delineato dalla legge 93/2023 e dal regolamento Agcom, finalizzato a contrastare il dilagare della pirateria che, secondo dati Fapav, ha registrato un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, con lo sport live come la categoria più colpita, con un incremento del 26%.
D’altra parte, la piattaforma anti-pezzotto, denominata Piracy Shield, ha recentemente esteso il suo raggio d’azione alla trasmissione illecita di eventi sportivi, oscurando 114 emittenti illegali e colpendo direttamente gli utenti con multe fino a 5.000 euro. Tuttavia, l’efficacia di questo strumento è stata accompagnata da polemiche, poiché ha colpito anche siti non correlati alla pirateria, causando disagi e proteste da parte degli utenti. Il monitoraggio e il blocco immediato di siti e canali pirata sono azioni necessarie per contrastare il fenomeno della pirateria online, che coinvolge migliaia di famiglie che accedono illegalmente ai contenuti senza sostenere i detentori dei diritti attraverso abbonamenti regolari. Tuttavia, l’implementazione di tali sistemi non è priva di rischi, come evidenziato dagli errori umani che possono portare all’oscuramento di siti legittimi.
Nonostante i risultati positivi nel contrastare la pirateria, è evidente che Piracy Shield e simili piattaforme devono affrontare sfide nell’ottimizzare i loro algoritmi e ridurre al minimo gli errori, garantendo al contempo che i blocchi siano diretti solo verso siti e canali effettivamente illegali. Questo equilibrio tra azione rapida ed efficace da una parte e prevenzione degli errori dall’altra rappresenta una sfida continua per le autorità e i fornitori di tecnologia nel campo della protezione dei diritti digitali.


