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ESCLUSIVA – Pastorin: “Stadio Gigi Riva: una forza evocativa fortissima”

Il noto giornalista e scrittore Darwin Pastorin, cantore romantico del calcio, racconta in esclusiva ai microfoni di CalcioCasteddu l’emozione per l’intitolazione del futuro stadio rossoblù a Gigi Riva

Darwin, cosa hai pensato alla notizia dell’intitolazione del futuro stadio cagliaritano a Gigi Riva?

Notizia meravigliosa, non avrebbe potuto esserci scelta migliore. Gigi rappresenta in tutto e per tutto il calcio a Cagliari: come mito, vittoria, memoria storica. Un nome che unisce tutti. Nessuno, in Sardegna o altrove, potrebbe dire qualcosa di diverso“.

Un riconoscimento doveroso a Riva, la cui statura umana e l’appartenenza al popolo sardo lo rendono un simbolo autentico di quest’Isola.

Bellissimo pensare a Gigi dentro il suo stadio e a ripensare a ciò che ha fatto per l’Isola. Non soltanto dal punto di vista sportivo, ma pure morale. Lui, uomo del nord Italia, da decenni si sente profondamente sardo. Io e mio figlio Santiago, tifoso del Cagliari, abbiamo appreso la notizia con autentica gioia. Come quando tu affronti una grande figura della letteratura e della storia. Un conto è una sala, una curva. Però l’intitolazione di uno stadio è un avvenimento importante, che resta nel tempo. Chi ha proposto quest’iniziativa merita un plauso. Legame con il territorio fortissimo tra Riva e la Sardegna: Inter e Juventus provarono senza riuscirci a portarlo via, Gigi disse sempre di no per restare a Cagliari. A chi avrebbero dovuto intitolarlo, se non a lui?“.

Cosa pensi di chi storce il naso per l’intitolazione di uno stadio a una persona vivente? 

Il grande Eusébio ha avuto il suo monumento eretto davanti allo stadio Da Luz, quando era ancora in vita. Verissimo che Riva non abbia vinto da solo lo Scudetto ’70. Ma lui è stato il goleador di quella squadra, nonché il suo simbolo in Italia e all’estero. Ritengo giusto intitolare degli impianti a persone in vita. Gigi Riva è stato amato e rispettato anche dagli avversari. Un simbolo trasversale. Continua ad essere il maggior rappresentante del club rossoblù. ‘Stadio Gigi Riva’: una forza evocativa fortissima. Per averlo conosciuto bene, per la stima che ho per lui, mi riempie il cuore“.

Difficile pensare a una scelta diversa, per l’unicità del personaggio a 360 gradi.

Se chiudo gli occhi e penso a un’immagine, lo rivedo il giorno del funerale di Nené. Le mani sulla tomba, la commozione per l’amico che se n’è andato. Non lo ha mai abbandonato. Quella scena dà tutto il senso della grandezza dell’uomo, della sua purezza. In Nazionale, come calciatore e dirigente, tutti lo ricordano tuttora come hombre vertical. Non ha mai accettato compromessi. Gli mando un abbraccio fortissimo“.

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