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IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, pareggio amaro

Con l’uomo in più per oltre mezzora i rossoblù sbattono sul Cittadella. Secondo clean sheet di fila per Radunovic. Ma non basta per cullare prospettive di vertice. Per Ranieri il lavoro non manca

Tenere la palla per oltre 40’, contro i 24 del Cittadella, non basta a vincere. D’altronde, il possesso, eccetto che per il Barcellona di Messi, Xavi e Guardiola, raramente dà punti. E lo si sapeva. Il Cagliari si infrange sui padroni di casa e lascia più di un quesito a Claudio Ranieri. Lo 0-0 (seconda gara di fila con la rete imbattuta per Radunovic) lascia più di un ripensamento: se giochi undici contro dieci per 37’ e non riesci a segnare contro una squadra diciassettesima in classifica che in casa aveva perso le ultime due, gli interrogativi crescono. E alcuni sono, ovviamente, gli stessi della fallimentare era Liverani. Falco batte la concorrenza e si ritrova al fianco di Lapadula. La scelta di Ranieri viene premiata dall’esterno, incisivo nelle due fasi, di spalla all’ex Lecce, e in proprio, al tiro e con spunti di pregio. Per il resto, formazione fotocopia di quella vittoriosa sul Como per il debutto di Ranieri. Pavoletti infortunato a casa, Nandez capitano, Kourfalidis ennesima meritata conferma. In crescita la difesa, energici e puntigliosi Nandez e Azzi. Il resto è nella norma. I rossoblù creano tre occasioni nel primo quarto d’ora. Due mezze palle gol sono per il Cittadella. La cronaca vede il Cagliari tenere botta nel modo giusto. L’idea è che il messaggio del tecnico stia passando: “In casa va bene, dobbiamo cominciare a fare punti in trasferta”. La cura Ranieri, specie per attenzione e posizione in campo, si vede. Ma sarebbe impossibile, e controproducente, avere fretta e chiedere risultati su manovra, organizzazione, copertura. Meno che mai su leadership: quella, o ce l’hai oppure amen.

Tempi di crescita fisiologici. La partita? Né bella, né brutta. Combattuta, palla su palla, specie sui duelli aerei: se è vero che più il pallone vola, più si scende di categoria, il match si rivela un buona conferma. Il 3-5-2 confermato da Sir Claudio fatica a trovare sbocchi nella ragnatela dei padroni di casa. Le chance nascono per la gran parte da palla ferma. La squadra di Gorini, 4-3-1-2 con Antonucci che non dà riferimenti a Capradossi e soci, mostra fisicità e corsa. Un team abituato a pressare e ripartire. Il Cagliari fatica e propone. Ma di calcio che piace se ne vede poco. E la colpa non è certo del tecnico. La B si conferma inferno accidentato. L’arbitro Rutella, che se la complica da solo con due gialli invertiti, deve correre e stare vicino alle azioni: in tribuna il selezionatore Rocchi osserva. Dossena, protagonista in attacco con due girate di testa, riesce a innescare un’incursione di Varela con un disimpegno corto. I rossoblù passano ma la rete di Falco viene annullata per offside. La sintesi della prima frazione si racconta con facilità: intanto, se uno dei  migliori è Kastrati, con Radunovic quasi inoperoso, significa che il Cagliari l’ha vinta ai punti. Più in generale, spirito e propositività del gruppo sono cambiate. E di molto. Nulla da spartire con il girone di ritorno, nulla da affiancare a un gruppo abulico, impaurito e spento. In questo, Claudio Ranieri ha già compiuto un mezzo miracolo.

Trentotto minuti in superiorità numerica. Si riparte senza cambi. Kourfalidis, classe 2002, rimarca condizione solida e testa che va nel verso migliore. La ruota gira per il Cagliari dopo 7’: secondo giallo per Salvi, pestone proprio sul greco rossoblù, espulso. Cittadella in dieci. Ranieri non si scompone, il pressing dei suoi sale. Si apre un lungo, e spesso disordinato, monologo rossoblù, con Branca e soci che stringono le linee a quattro e lasciano il solo Maistrello (al 25’, stremato, gli subentra Ambrosino) a farsi fare il torello da Dossena, Capradossi e Altare. Il Cittadella si difende alla meglio, lotta e picchia. Il Cagliari manca nell’ultimo passaggio e nel tiro da fuori: due temi che Ranieri dovrà per forza affrontare. Debutta in B Griger, classe 2004, cinque reti in dieci gare con la Primavera. Entra Millico per Zappa: il tecnico chiede rapidità negli ultimi venticinque metri. La buona notizia? A 5’ dalla fine si rivede Rog: bentornato, Marko. È vero che il Cittadella si è arroccato ma non trovare soluzioni, per rapidità e qualità delle giocate, è un limite da risolvere se si vuol correre al passo dei play off.

La missione. Il tecnico di Testaccio conosce anche il calcio di corsa e battaglia. Il momento non è facile, modificare abitudini mentali e comportamentali richiede tempo e pazienza. Il video girato durante l’allenamento della scorsa settimana ad Asseminello, con l’ex allenatore di venti squadre, Cagliari anni ‘88/91 incluso, che urla e incita, ha fatto il giro del web. La carica è evidente, il bersaglio pure: sintonizzare al meglio, per una rimonta complicata ma non impossibile, Nandez e compagnia. Poi, per completare il puzzle, ci si aspetta un mercato – con Azzi dentro e Pereiro in Uruguay – con almeno due colpi di qualità.  Senza, l’asticella si sposta ma sarà dura raggiungere il traguardo.

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