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Ranieri, una valigia di avventure e sentimenti

Claudio Ranieri, dopo 31 anni e mezzo, torna a Cagliari sulla panchina rossoblù. Un secondo tempo che in tanti hanno sempre tenuto dentro come speranza, per rinverdire un’epoca indimenticabile, in un calcio senza amore

I capelli sono grigi, da un bel po’. La valigia è piena di tutto ciò che si possa immaginare. Dal sapore della vita di un bambino nato nei primi anni dopo la guerra, ai colori giallorossi che ne hanno marchiato il percorso. La parlantina è sempre quella: verace ma composta, pungente eppure gentile, abbellita da una romanità profonda. Claudio Ranieri è il più amato allenatore nella storia del Cagliari, senza se e senza ma. Ha un posto che prima di lui nemmeno il Filosofo Manlio Scopigno è riuscito a conquistare, nonostante l’immortalità tricolore. Allo stesso modo, mai nessuno nemmeno dopo il suo addio. Alt. Prendiamo la gomma e cancelliamo. Ora sappiamo, per davvero, che fu solo un arrivederci.

E sono passati 31 anni e mezzo, Mister. I fratelli Orrù si innamorarono calcisticamente di lei sulla panchina della Campania Puteolana, parliamo di Serie C1. Ma poi il sentimento lo innescò sul versante umano. Claudio Ranieri è un totem intoccabile a Cagliari, per quel meraviglioso triennio 1988-91. Due promozioni in fila, dalla terza serie alla massima categoria, con la ciliegina sulla torta di una salvezza nella terza stagione. E che salvezza, con una rincorsa micidiale nel girone di ritorno. Risultati che non possono essere dimenticati, e nemmeno sfiorati dalla polvere. La panchina rossoblù come una pista di decollo, verso un viaggio che lo avrebbe portato in giro per il mondo.

Questo aspetto il tecnico romano non l’ha mai scordato, al ritmo di un unico termine: riconoscenza. Un ritorno che segna come la chiusura di un cerchio. Oppure, se preferite, un destino inevitabile. Mossa senza dubbio forte della società Cagliari Calcio. Perché?

1) Ha ingaggiato il migliore che potesse incidere sugli equilibri di una squadra in difficoltà, a livello tecnico e ambientale. Anche – e soprattutto – psicologicamente parlando.

2) La piazza, che borbotta da diversi mesi, ne trarrà giovamento immediato. Scommettiamo che l’Unipol Domus sarà piena contro il Cosenza, il giorno di Santo Stefano?

3) Il presidente cala il jolly sotto Natale e porta nelle sale cagliaritane due pellicole inedite: “Il ritorno dell’eroe perduto” e “Restaurazione giuliniana”. Sarà vera gloria?

Che l’entusiasmo tracci la rotta a questo veliero rosso e blu, lo protegga dai nemici e dalle onde che naturali arriveranno, conducendo il vessillo dei Quattro Mori in porto.

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