Andrea Carboni si racconta ai tifosi del Monza. Il difensore sardo, cresciuto nel settore giovanile del Cagliari, ha risposto alle domande pubblicate sui canali ufficiali del club, ripercorrendo alcuni momenti della propria esperienza in Brianza e svelando anche ambizioni e curiosità personali.
Tra i temi affrontati c’è soprattutto il ritorno del Monza in Serie A, un traguardo che Carboni considera particolarmente significativo, ma anche il rapporto con la città, l’integrazione dei giovani e il sogno di indossare un giorno la maglia della Nazionale italiana.
“Un onore aver riconquistato la Serie A”
Carboni ha ricordato le difficoltà attraversate dal Monza prima della promozione e il successivo percorso di rinascita. “Un onore averla riconquistata, un grande piacere che non l’avevo mai provato”, ha raccontato il difensore.
Secondo Carboni, il cambio di proprietà è arrivato in un momento particolarmente delicato per la squadra e ha contribuito a creare le condizioni per ripartire. “Avevamo praticamente toccato il fondo, poi con l’ingresso della nuova società sono state fatte delle cose giuste in un momento veramente difficile dove tanti di noi dovevano riprendersi”, ha spiegato. “I tifosi ci sono stati a fianco, si è ricreata l’alchimia giusta e abbiamo riconquistato la Serie A tutt’altro che scontata”.
I giovani
All’interno del nuovo Monza, Carboni vede un gruppo di giovani particolarmente applicato. “Sono in gamba, sono tutti ragazzi applicati. Faccio l’esempio di Ondoa che sta già imparando l’italiano ed è arrivato solo da due-tre mesi”, ha raccontato. “Sono ragazzi in gamba che stanno crescendo, in ogni partita danno il loro contributo”.
Il legame con Monza
Dopo diversi anni trascorsi in Brianza, Carboni ha costruito anche un rapporto con la città. Tra le specialità locali apprezza particolarmente il Risotto alla Monzese, anche se, da sardo, ammette di continuare a preferire il porceddu.
Il difensore ha inoltre indicato il Duomo di Monza tra i luoghi che ama frequentare insieme alla famiglia. “Una città piccola che dà tanto”, ha detto descrivendo il suo rapporto con Monza.
Il sogno della Nazionale
Tra le domande dei tifosi c’era inevitabilmente anche quella relativa alla Nazionale italiana. Carboni non ha nascosto quanto questo obiettivo sia importante per lui.
“Questo sarebbe il mio sogno, ho sempre lavorato sin da piccolo per questo obiettivo”, ha dichiarato.
L’idolo Nainggolan
Carboni ha poi raccontato alcuni aspetti dello spogliatoio. Il compagno più simpatico è Samuele Birindelli, con il quale ha costruito un rapporto particolarmente stretto dopo cinque anni condivisi in Brianza.
Tra i giocatori più forti con cui ha condiviso lo spogliatoio, invece, Carboni ha scelto Radja Nainggolan, “che è il mio idolo” ha ricordato. Il numero 44, già usato al Cagliari e che ancora lo accompagna in campo, è infatti da sempre un omaggio al belga.


