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Suazo, dalla B all’Eccellenza: quando cuore e affetto non bastano

L’ex attaccante del Cagliari, poi diventato allenatore, non molla la presa nonostante la retrocessione con i sulcitani

“Non ci sono problemi a rimanere, valuterò il progetto e parlerò con i miei ragazzi. In questo momento li ringrazio per gli sforzi profusi”. Chi si aspettava un David Suazo spalle al muro, non solo si è sbagliato dopo il ko col Formia che costa la retrocessione in Eccellenza, ma soprattutto non lo conosce. Perché l’honduregno è così: accetta progetti, si mette in gioco. Come fece a Brescia, quando Cellino (estate 2018) lo chiamò per allenare i lombardi in B. Lui disse si con il suo solito grande entusiasmo. Purtroppo quell’esperienza durò poco. Passaggio del turno in Coppa Italia, due punti nelle prime tre gare in campionato (con accanto Pulga, perché non aveva il patentino) e l’esonero il 18 settembre. Ironia della sorte, poche settimane dopo il 3 ottobre, ottiene l’abilitazione da capo allenatore.

CARBONIA. Poco più d in anno fa prese la squadra mineraria e in corsa e la portò ad una posizione di classifica tranquilla. Con un contratto fino al 30 giugno del prossimo anno, accetta una sfida difficilissima. Ci sono pochi soldi, allora ecco un manipolo di ragazzini e con un problema in più. Per mesi il Carbonia gioca lontano dallo Zoboli, cosa non di poco conto. Girone d’andata, con un punto di penalizzazione, durissimo. Le sconfitte sono tante, le insidie pure. Poi il girone di ritorno accende qualche speranza. Nell’ultima giornata si vince, mentre perdono Sassari Latte Dolce e Lanusei. Le due sarde retrocedono direttamente i sulcitani hanno una settimana di tempo per preparare il match da dentro o fuori col Formia. Che ieri lo vince 2-1 in modo anche fortunoso, vista l’incredibile parata al 92’ del portiere dei laziali su Russu. Carbonia, che ha conosciuto i fasti della C con il grande Elvio Salvori in panchina, saluta la D.

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