Il Ranieri-pensiero: Serie A, i colleghi, le difficoltà italiane in Europa

L’ex allenatore del Cagliari Claudio Ranieri, in questo momento senza squadra, ha commentato il momento del calcio italiano durante la trasmissione su Radio1 Rai “Radio Anch’io – Lo sport”

RIPOSO FORZATO. “Le vacanze in corso? Ci sono, forzate. Quando ci sarà un buon progetto, ritornerò in pista“.

INTER. “All’inizio l’Inter non era partita come favorita, nonostante lo scudetto sul petto. Inzaghi ha fatto un mezzo miracolo a riportarla nelle posizioni di vertice: il potenziale c’è tra i nerazzurri, se la possono giocare con tutti e non li vedo di certo esclusi per la corsa al tricolore“.

MILAN. “I rossoneri stanno giocando sulle ali dell’entusiasmo. Pioli ha pienamente il polso della situazione, però tutti possono ancora competere per lo scudetto. Ho avuto Stefano da giocatore: un ragazzo d’oro, preparato, calmo. I suoi giocatori lo seguono e la coesione dello spogliatoio si percepisce chiaramente“.

JUVENTUS. “Dybala non lo farei andare via, amo i giocatori che legano il centrocampo fino all’ultimo passaggio. In più lui fa pure gol: sono considerazioni che giustamente spettano alla società bianconera“.

ATALANTA. “L’ambiente, la società, un allenatore molto preparato: Gasperini ha saputo fare a meno di Ilicic e in precedenza di <Papu> Gómez, giocando sempre per vincere con qualità e intensità, ogni gara all’attacco. Ritengo siano le doti migliori degli orobici, che hanno le caratteristiche da tipica squadra inglese“.

NAPOLI. “Pure i napoletani possono vincere lo scudetto, glielo auguro. Molto dipenderà dalla <parte buona> del tifo partenopeo: perché i sostenitori azzurri sono meravigliosi, ma pure in grado di metterti quella pressione in più che può incidere. Osimhen sta entrando di diritto tra i grandi goleador del Napoli, Fabián Ruiz è un altro ottimo giocatore, così come Insigne. I giochi sono aperti“.

VAR. “Sono favorevole alla moviola in campo. Ha eliminato molti <terrori> in campo, però tutto è migliorabile. Giusto puntare sui direttori di gara giovani, normale che l’esperienza in certi frangenti risulti però determinante. Basta guardare Orsato nella gara diretta ieri tra Venezia e Sampdoria: la personalità e l’umanità degli arbitri hanno un peso specifico importante“.

I COLLEGHI PIÙ GIOVANI. “Dionisi, Juric, Tudor, Italiano: prevedo per tutti un futuro ad alti livelli, sono davvero validi. Il tecnico della Fiorentina sta svolgendo un grande lavoro nella squadra viola, compagine che ha fatto finora 17 punti in più rispetto all’anno scorso. La Fiorentina gioca bene al calcio, si muovono tutti come un’orchestra ben organizzata. Complimenti ai miei colleghi più giovani e avanti così!“.

MENTALITÀ EUROPEA. “I club italiani che soffrono in Europa? Siamo bravissimi a livello tattico, ci manca saper restare con intensità a certi ritmi. Questo fa la differenza, perché all’estero parlando di pressione e voglia di lottare per il gol sono avanti rispetto a noi. Da una parte i soldi senza spendere cifre folli, dall’altra le idee: come il Bayern Monaco o la stessa Atalanta. Questa può essere una buona ricetta. Noi italiani siamo ipercritici, sapremo trovare il bandolo della matassa per tornare competitivi in Europa“.

LA NAZIONALE. “L’ottimismo è un rischio. Pensiamo partita per partita, non sottovalutiamo nessuno a cominciare dalla Macedonia del Nord“.

CHELSEA. “Quando conobbi Abramovich aveva gli occhi di un bambino in un negozio di giocattoli. La situazione al Chelsea mi dispiace, è normale. Conflitto a parte, è brutto vedere la Russia esclusa da ogni competizione. Si diceva una volta che lo sport potesse rappresentare il gancio per ammorbidire ogni conflitto. Non ci siamo riusciti“.

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