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Serie A, il punto. Cagliari, servono fatti e non proclami. Non sempre tutto può essere raddrizzato in extremis

La vittoria sulla Sampdoria aveva rasserenato l’ambiente ma il ko di ieri a Firenze ha fatto riemergere i problemi accusati a inizio stagione

Un passo indietro brutto. Da qui non si può scappare dal fischio finale di Fiorentina-Cagliari. L’ambiente, leggermente rasserenato una settimana fa con il successo sulla Sampdoria, è rimpiombato nel malumore. Cosa che purtroppo in casa Cagliari si è avuto nelle ultime stagioni. E, quando chi vi scrive si sofferma sull’ambiente, mette in cima a tutto i tifosi. Che sono quelli che vivono delle gesta del club rossoblù. Quelli a cui, in un momento difficile di crisi economica (perché la Pandemia non è ancora finita) si chiede di spendere 30 euro + 5 di prevendita, per essere presente in Curva mercoledì alle 20.45 alla Unipol Domus contro la Roma che occupa una delle prime posizioni in classifica. Le statistiche poi non aiutano: squadra di nuovo penultimo insieme al Genoa davanti solo alla Salernitana. Carboni e compagni sono una delle peggiori difese e in attacco le cose non vanno meglio, esclusi i gol di João Pedro e Keita Baldè.

IN CAMPO UNA SOLA SQUADRA… Tre i dati, ricordati anche dall’Agenzia Ansa, ad evidenziare il match negativo al Franchi ieri da parte di Cragno e compagni con la Fiorentina: neanche un vero e proprio tiro in porta in tutto l’incontro, il  primo corner battuto al minuto 85 e Mazzarri, che con nervosismo chiede ad un componente della panchina la giacca. E non perché ieri a Firenze ci fosse freddo. Anzi… Come se non bastasse l’involuzione, c’è il discorso infermeria: Strootman ieri non ha giocato, Nández e Caceres si sono fatti male, Dalbert non è recuperabile, discorso analogo per Godin e Walukiewicz.  Ceter, Oliva e Faragò al momento non vanno presi in considerazione. A tutto questo si aggiunge che, Simeone ceduto in prestito al Verona sta ritrovando la verve realizzativa (ieri poker di reti alla Lazio) mentre i vari Frattesi e Pobega, dati ad un passo in estate ma non arrivati, stanno giocando alla grande.

IL CAMPIONATO DELLE ALTRE. Partiamo dalla coda. Ultima la Salernitana che, a differenza del Cagliari ieri, sotto 4-0 a fine primo tempo con l’Empoli, ha giocato un grande secondo tempo segnando due volte e creando almeno altre tre occasioni da rete. I campani hanno 4 punti, due in meno dei sardi e del Genoa che stenta a decollare. La sconfitta nel derby con la Sampdoria, tiene lo Spezia a 7 punti, a -1 dal Venezia battuto a Reggio Emilia dal Sassuolo e  – 2 dalla già citata Sampdoria. Ottimo il punto in extremis dell’Udinese al Gewiss Stadium con l’Atalanta, così come il successo del Torino (dopo due sconfitte di fila) sul Genoa e i tre punti in chiave salvezza dell’Empoli a Salerno.

La palma della squadra migliore della nona giornata, va certamente all’Hellas Verona. I ragazzi di Tudor hanno battuto nettamente la Lazio. Oltre le quattro reti di Simeone lo hanno fatto con un gran gioco, portandosi a -1 dal Bologna battuto in casa dal Milan, ora capolista assieme al Napoli fermato a Roma sullo 0-0 dall’undici di Mourinho, assolutamente parente lontana da quella umiliata giovedì scorso in Conference League sul campo dei norvegesi del Bodo/Glimt. A proposito del vertice, dopo nove turni Napoli e Milan hanno creato un solco di 7 punti sull’Inter terza e fermata ieri a San Siro sull’1-1 dalla Juventus.

IL PROSSIMO TURNO. Tutte e 20 le squadre torneranno in campo da domani a giovedì per la decima giornata. Si parte domani con tre anticipi: il derby Spezia-Genoa e Venezia-Salernitana alle 18.30, Milan-Torino alle 20.45. Mercoledì altre sei partite. Tre alle 18.30: Juventus-Sassuolo, Sampdoria-Atalanta e Udinese-Hellas Verona e altre tre, Cagliari-Roma, Empoli-Inter e Lazio-Fiorentina, alle 20.45. Giovedì infine, si gioca Napoli-Bologna.

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