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ESCLUSIVA – Luca Talotta racconta il libro di Pierluigi Cera

Il giornalista milanese ha scritto “Emozioni da un trionfo” insieme all’ex capitano del Cagliari che vinse lo scudetto

Il libro di Pierluigi Cera è tutto da gustare specialmente per chi ha il Cagliari nel cuore. Emozioni da un trionfo (Caosfera), come racconta il giornalista milanese Luca Talotta, è un libro scritto a quattro mani in cui l’ex capitano del Cagliari mette a disposizione i suoi ricordi rossoblù. “Io sono lo scrittore ma Cera è il cervello” sostiene Talotta che, rispondendo alle nostre domande, esorta i tifosi sardi ad acquistare questa gradevole lettura.

La prefazione è scritta da Gianfranco Matteoli, mica l’ultimo arrivato

Ringrazio tantissimo Matteoli, ovviamente. Ma voglio spendere due parole anche per il figlio di Pierluigi Cera (Simone) che ha fornito una serie incredibile di foto emozionanti e per l’illustratore Franco Bochicchio“.

Raccontaci un po’ di Pierluigi

Pierluigi Cera è una persona molto disponibile che ancora oggi racconta quell’annata (riferimento allo scudetto 1969/1970) con trasporto ed emozione. Grazie al suo racconto i lettori possono scoprire come è nato quello storico gruppo“.

L’ultimo capitolo è stato intitolato Gratitudine, ingratitudine, assurdità. Come mai?

Perchè l’unico rammarico di Pierluigi Cera è stato quello di apprendere della sua cessione dal Cagliari al Cesena tramite la radio“.

Nel libro si parla anche di Manlio Scopigno

Si è parlato troppo poco di un grande allenatore: Manlio Scopigno. Ok, lo scudetto. Ma non solo. Il filosofo è stato un pioniere. Aveva un modo di fare diverso rispetto ai colleghi del tempo. La sua intelligenza? Aver modificato metodo in corso d’opera. Prima pensava di essere un sergente di ferro, poi ha cambiato“.

L’episodio

Ritiro ad Asiago, è la vigilia di Vicenza-Cagliari. Cera e soci di radunano in camera per fumare. Qualcuno bussa alla porta: è Scopigno. Tutti si aspettano la cazziata ma il filosofo si siede e tira fuori un pacchetto di sigarette affermando: “Disturbo se fumo anch’io?“. L’indomani il Cagliari vince 3-0″.

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Fulvio Mereu
Fulvio Mereu
2 mesi fa

Cera? Non siamo lontani da Beckembauer. In più una persona di grande simpatia che non ti stancheresti mai d’ascoltare

Naufrago
Naufrago
2 mesi fa

A quel tempo le cessioni erano così. Non c’era il parere del giocatore e le cose si decidevano nell’hotel tradizionale del calciomercato, spesso in poche ore. Peraltro a quei tempi si smetteva pochi anni dopo i 30 e Cera a quella data ne aveva 32; invece giocherà sino a 38 anni.

Naufrago
Naufrago
2 mesi fa
Reply to  Naufrago

Si racconta un analogo episodio per Vescovi, rimpiazzato da Tomasini; apprese la notizia nel ritiro leggendo il giornale; gli scivolò dalle mani, mentre rimaneva pietrificato. Erano anni in cui si capiva che il Cagliari stava diventando una grande squadra e stare nell’isola non era più intesa una cosa sgradevole. Per Vescovi fu dura esser tagliato fuori sul più bello. Peraltro passò in serie B, dove giocò 3 anni, prima dell’ultimo in serie C, per poi smettere a soli 32 anni.

Naufrago
Naufrago
2 mesi fa
Reply to  Naufrago

In seguito Vescovi divenne un imprenditore, producendo scarpe da calcio con il marchio Vescovi a Pistoia. Leggo che la scatola riproduceva una sua foto con la maglia del Cagliari ed altre ce ne sono nel sito dedicato. Tra i vari modelli denominati Capitano, Leggenda, ecc. c’è il modello … Amsicora 🙂

Direi che l’esperienza nell’isola gli sia rimasta nel cuore.

Loretto
Loretto
2 mesi fa
Reply to  Naufrago

Ricordoche da ragazzo le “vescovi” erano le mie scarpette preferite per la forma e comodità e rapporto qualità/prezzo …

Claud
Claud
2 mesi fa
Reply to  Naufrago

Complimenti per tutti questi dettagli.

Claud
Claud
2 mesi fa

Anch’io non ho mai capito la cessione di Cera al Cesena. Da mediano illuminante si era ritagliato alla perfezione il ruolo di libero alla Beckembauer, storico giocatore tedesco, e nella squadra Cesenate ha continuato a giocare per diversi campionati con tutta la sua classe. Però, nonostante tutto è e rimarrà Cera campione d’Italia 1969/70.

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