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La terza generazione dei Conti, a testa bassa cresce Bruno Jr

Il giovane centrocampista studia da regista nella cantera rossoblù, ma per arrivare in alto servirà tanto lavoro e tanta umiltà

ROYAL FAMILY. Per ora deve accontentarsi del numero 5 di suo padre, ma quando nella maglia ci sarà scritto anche il cognome allora per Bruno jr la stoffa diventerà piombo. La terza generazione dei Conti è in cottura nel forno della Primavera rossoblù, senza dubbio tra i settori giovanili che più sono cresciuti in questi ultimi anni. Classe 2002, Brunetto Conti è nato ad Anzio ma il dna è più che sardo essendo cresciuto nell’isola, sotto l’ala di un padre che del Cagliari rappresenta un grosso pezzo di storia. La parte romana e romanista però non è secondaria. Nonno Bruno è una leggenda mondiale, è stato il simbolo della Roma in un’età dell’oro, un Totti prima di Totti.

IN SALITA. Chiamarsi Conti non sarà mai facile. Lo sa bene Daniele che nei primi anni di carriera ha fatto una fatica immane ad imporsi nel calcio che conta. Scartato proprio dalla Roma, sbarcato a Cagliari quasi di passaggio, ma rimasto a fare la gavetta con quattro anni di Serie B. Un mediano di quantità e qualità esploso sicuramente tardi, soltanto dopo essersi scrollato di dosso l’etichetta da “figlio di papà”.

IL PERCORSO. Per Bruno jr la prima stagione da protagonista nel campionato Primavera segna sicuramente un bilancio positivo. Raccolta l’eredità di Ladinetti in mezzo al campo, Conti ha sicuramente dimostrato di avere i numeri per fare altrettanto bene e i margini per fare il salto. Mancino educato, dotato di un buon tiro dalla distanza e di intelligenza tattica, nel ruolo di regista offre tanto dinamismo, anche se pecca di continuità. Già nel giro della Primavera con Canzi, è però con Agostini che ha conquistato il posto, ma sapendo bene che lo “zio Ago” non si fa scrupoli a farlo sedere in panchina se le cose non vanno. La fortuna del ragazzo però non è tanto quella di avere in casa dei campioni, ma essere circondato da persone che hanno fatto del lavoro e dell’umiltà i mezzi del successo.

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