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IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari: 3 punti facili per il Milan e classifica da incubo

La squadra è diciassettesima. Si nota coraggio e impegno. Ma in A non basta. Servono rinforzi e saggezza nelle scelte

Sottil in panca per Pereiro. E pare che l’autore del gol all’Atalanta, giovedì scorso in Coppa Italia, non l’abbia presa bene. Per nulla. Andiamo avanti. Duncan subito in campo. Il Cagliari dei senatori, l’hanno chiamato. In effetti, fuori Walukiewìcz, dentro Ceppitelli. Ci sono i big Joào Pedro, Simeone, Nainggolan e Godin. Infortunato Luvumbo, Rog in riabilitazione, Nàndez squalificato, Pisacane al Lecce. Pavoletti, Oliva e Cerri a disposizione con i babies Tramoni, Boccia, Tripaldelli e Delpupo. Il Milan fa i conti con i titolarissimi positivi dell’ultim’ora, Cahlanoglu e Theo Hernandez. Out Rebic, Krunic, Bennacer, Gabbia. I primi della classe, 40 punti, contro i diciassettesimi, 14. Reduci da cinque sconfitte di fila (con la Coppa Italia), all’asciutto dal 7 novembre (2-0 alla Sampdoria), con una rosa mal assortita e scelte poco ponderate, identità di gioco persasi nel tempo e Di Francesco (stavolta con il modulo ad albero di Natale) che cerca di capire quale possa essere la risposta a un’involuzione e a un progetto societario sprofondato ancora prima del girone d’andata. La tifoseria con meno pazienza è furente e parla di concreto rischio retrocessione. Sul tema, è meglio non scherzare. Di certo, è andata molto meglio nel maggio del 2017: Donnarumma battuto da Pisacane, 2-1. L’undici di Rastelli, debuttante con una neopromossa, chiude undicesimo. Gli almanacchi non mentono, ora e mai. Ma, per qualcuno, guai a ricordarlo.

SUBITO SOTTO. Quattro minuti, Brahim Diaz scappa palla al piede, serve Ibra, Lykogiannis lo spinge: rigore. Palla a sinistra, Cragno a destra: 1-0, lo svedese non perdona. I rossoblù aspettano, i rossoneri hanno il pallino. Il Cagliari è in difficoltà, pare molle, la difesa si fa sorprendere dai lanci lunghi, non proprio una novità in questa stagione. Marin e JP10 danno la scossa. Corner. La partita si anima. Nainggolan in regia, Marin (mezzala, da play non ha convinto) e il neoacquisto Duncan ai lati. Il primo si impegna, ma la qualità è modesta. L’ex Fiorentina e Sassuolo ci sa fare ma la condizione non è al top. Simeone duetta con il Ninja e Marin, la palla torna al Milan. Pereiro? Troppo impreciso e molle. Pare “caldo” Joào, Calabria deve mostrargli i denti. Fanno più fatica Ceppitelli, Lyko e Godin. Il Milan non corre rischi, il vantaggio aiuta. Nainggolan prova a creare, ma non va. Calabria impegna Cragno, angolo. L’undici di Pioli non sfonda, quello di Di Francesco cerca concretezza e sostanza. E, magari, un tiro in porta. Che arriva al 33′, ribattuto in angolo da Tonali. Si nota qualche segnale di vita.

Gli ospiti lucrano sull’1-0. Angolo di Marin, Godin di testa, alto. Cambio di fronte, Diaz sprinta su Radja, palo di Calabria con Cragno di gesso. La risposta? JP10 non arriva sulla palla lavorata da Zappa e Marin. Di Francesco non è contento. Chiede altro al centrocampo, la manovra va a strappi. Il nodo? La qualità complessiva è quella che è. Intanto, il team guadagna campo. Romagnoli anticipa Simeone. Nei rossoblù c’è cuore, almeno quello. Ma in A non basta. Pereiro non quaglia, Marin pure. Duncan pian piano scompare nella rete ospite. Certo, il gol a freddo non aiuta, si è intravisto un filo di coraggio. Ai tifosi le pagelle. Ma la salita è tosta. I primi 45′ si chiudono con il 46 per cento, 172 passaggi con l’82 per cento a buon fine del Cagliari contro  56, 265 e 89 del Diavolo, mai così cinico.

INFERNO NOTTE. Pioli inserisce Kalulu per Kjaer. Si parte. Scintille in campo, Godin replica a Ibra, Castillejo e Lykogiannis si strattonano. Il gioco è frastagliato. Il centravanti svedese scappa a Ceppitelli e Godin, sassata di sinistro, gol numero 12 in stagione. Ma è offside. Poi, il Var ribalta: 2-0. Sottil subentra a Pereiro, impalpabile. Ci prova Marin, ribattuto. Sottil cerca l’affondo, sfumato. Ma è Simeone, assist d’oro di JP10, a venir murato da Donnarumma. Porta opposta, miracolo di Cragno su Ibra, servito da Hauge (sostituito al 20′ da Saelemaekers: duro su Zappa, “giallo” dopo 6′). Dentro Oliva, fuori Duncan. Mezzi ottimi ma forma da trovare e giudizio sospeso. Anche perché se viene da quattro gare a Firenze, una ragione ci deve essere. Intanto, Nainggolan ciabatta fuori da 25 metri, mentre Kalulu chiude su Joào, corner.

Pioli richiama Tonali, dentro Meité. L’arbitro Abisso in prima fila al 29′: l’arbitro sventola il secondo cartellino per Saelemaekers, strattonata su Lyko. Milan in dieci. Il Cagliari pressa. Dalla bandierina Marin, Radja al volo centra Romagnoli. Scocca l’ora di Pavoletti e Cerri. Salutano Simeone e Zappa. Ovvero, arrembaggio. Sottil cade in area, spinta di Diaz, Abisso sorvola. Cerri impegna di testa Donnarumma. Il Diavolo si arrocca dietro, Conti rimpiazza Castillejo. Ceppitelli sfiora la traversa su punizione di Lykogiannis. Dall’altra parte, sempre Ibra, contrasto vinto su Godin: angolo. Finisce 2-0, ospiti primi in classifica con 43 punti.

NUMERI DRAMMATICI. La sesta sconfitta di fila è disastrosa oltremodo. Il Cagliari ha 2 punti di vantaggio sul Crotone, ultimo in classifica. Sprofondo rosso. Ormai in casa rossoblù il terrore corre sul filo. E non è quello del fuorigioco ma dei peggiori tre posti della serie A. I rossoblù hanno affrontato il Milan da quart’ultimi con 14 punti. Il Genoa, con un prezioso pari contro l’Atalanta a Bergamo, ha lasciato da soli i Quattro Mori. E la situazione poteva volgere anche peggio: il Torino non ha vinto con lo Spezia, con l’uomo in meno per quasi l’intera gara. E Giampaolo ha fatto le valigie. Quasi peggio il Parma: avanti 1-0 al Mapei Stadium con il Sassuolo ha ingoiato il pari su rigore della squadra di De Zerbi al ’94. Torino e Parma sono passate al gradino numero 13. Ovvero, se granata e ducali avessero vinto, Joào Pedro e soci sarebbero stati penultimi. Con il Crotone che ha liquidato 4-1 il Benevento ed è salito a quota 12: ultimo. E domenica sfida delicatissima a Marassi con il Genoa. Un brivido senza fine.

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