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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. CDA Cagliari: Stefano Filucchi e Massimo Delogu out

Subentrano Passetti e Manunta. Esperienza e mestiere del vicepresidente uscente sarebbero state ancora molto utili

Niente candeline da spegnere né calici di brut, si spera isolano, da sollevare. Il Cagliari che a fine mese saluta l’anno del centenario lo fa senza Stefano Filucchi e Massimo Delogu. Al loro posto in consiglio di amministrazione, il direttore generale Mario Passetti e l’imprenditore Alessandro Manunta. Scelte strategiche e di prospettiva? Lo dirà il tempo. Intanto, l’addio di Filucchi non passa inosservato. Al Cagliari il manager arriva in punta di piedi. Nel 2014, con un curriculum infinito ed esperienze trasversali. Livornese, rapporti su scala internazionale, nominato lo scorso aprile dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, vicepresidente di Difesa Servizi spa, altro pregiato tassello professionale che si lega al filotto che ne segna la carriera. In Sardegna da decenni, presenza di peso in Saras da direttore relazioni esterne, rispettato ovunque. Classe ’59, Stefano Filucchi ha operato al dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, è stato portavoce del capo della polizia, manager per il comune di Firenze, consulente dell’Associazione nazionale comuni italiani. È stato vicepresidente per la comunicazione di Assindustria sud Sardegna. All’Inter, dal 2003, ha diretto relazioni istituzionali e sicurezza. Poi, vicedirettore generale e segretario del comitato strategico. Da dirigente ha tenuto testa con simpatia a Ibrahimovic e Stankovic, consolato Ronaldo e Julio Cesar. Grande Ufficiale della Repubblica, nell’Osservatorio nazionale manifestazioni sportive-ministero dell’Interno, consulente Onu e del Senato, docente a Scienze della Comunicazione, Università Cattolica di Milano. La curiosità? Nel gennaio 2019 aveva mille azioni dell’Inter.

SIGNOR VICE PRESIDENTE. L’amore rossoblù è di vecchia data. Amico fraterno di Max Allegri, stratega abile nei frangenti meno fluidi, ritenuto cruciale dai campioni del triplete, da Zanetti a Milito, ombra fidata dei Moratti. Anche al Cagliari è l’uomo degli equilibri, fulcro nel passaggio di proprietà del 2014. Ineludibile riferimento per Massimo Moratti (che gli affida la riorganizzazione e la gestione della sicurezza dell’azienda petrolifera, quella personale e della propria famiglia) Filucchi è pedina perfetta in prestito al debuttante Tommaso Giulini. Il manager-balia dispensa consigli al patron con otto anni da consigliere d’amministrazione interista. Appiana e risolve frizioni, connette il club con questori, prefetti, alte cariche. Agevola relazioni con aziende, sponsor, enti pubblici e privati, tifoserie. Senza scordare intesa e competenza su e con calciatori, tecnici e procuratori. Conoscenze e mestiere. Da ieri la musica è finita.

RELAZIONI E TESTA PENSANTE. Per l’attualità, basti pensare all’iter inerente il supporto del dirigente che esce dal cda sul percorso istituzionale legato al nuovo impianto. Game over. Le ragioni? In questi casi mai chiarissime. Che il feeling con la presidenza si sia affievolito o meno, i fatti, ante Covid e a seguire, mostrano la scomparsa del grand commis dalle partite in casa e le sporadiche presenze ai cda. Di certo, la mole di lavoro nel board di varie aziende del nord Italia e l’incarico ministeriale hanno avuto un ruolo. Ma è solo questa la verità? Per dire, gli osservatori ricordano che il figlio Francesco, match analyst e consulente di mercato, fa scuola guida ad Asseminello. Ma non dura. E fa sorridere il successivo incarico: al Brescia del detestato Massimo Cellino, poi al Lecco da direttore generale. Quindi, lo scorso autunno, la nomina nella sala regia rossoblù di un secondo vice e qualificato presidente rossoblù, Fedele Usai. Nella forma, un atto legato anche al susseguirsi di incarichi del Richelieu in salsa nostrana. Nel merito, chissà. Ma in tempi complessi come quelli attuali, tra pandemia, stadi chiusi, diritti tv a rischio, merchandising e biglietteria allo stremo, sponsor in ambasce, con gli stipendi di un organico iperdilatato, Stefano Filucchi sarebbe stato ancora utile. Molto.

LINEA STORICA. Anche l’uscita di scena di Massimo Delogu taglia un altro pezzo del cordone che da decenni univa la famiglia al Cagliari. Papà Mariano è stato anche presidente del club e consigliere fidato di Massimo Cellino. Il patron riteneva il legale felice e competente presenza in tribuna al Sant’Elia: “L’avvocato deve stare al mio fianco!”. Ma questa è un’altra storia. Con l’uscita di scena dell’avvocato Delogu si spezza l’ennesimo filo che univa nuova proprietà al passato. Nel cda, per dire, il sopravvissuto è l’amministratore delegato Carlo Catte. Dal club parole di rito per salutare gli uscenti: “I più sentiti ringraziamenti per l’impegno, la dedizione dimostrata in questi anni e il grande contributo fornito alla società”. In consiglio, confermata la presidenza onoraria per sua maestà Gigi Riva, siedono il figlio Nicola, primogenito di Rombo di tuono, Pasquale Lavanga e Stefano Signorelli. Il presidente? Tommaso Giulini. Forse, un uomo solo al comando.

 

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