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Nandez, da erede di Barella a uomo simbolo. L’ascesa di un giocatore totale

Ancora una prestazione superlativa del centrocampista uruguaiano diventato ormai il cuore pulsante della squadra di Di Francesco

CERTEZZA. “Dove lo metti sta. Ha la capacità di adattarsi a diversi ruoli, perché è dinamico, propositivo, ha voglia di correre ed è disponibile con i compagni e soprattutto con l’allenatore”. Sono state al miele le parole di Eusebio Di Francesco nel post gara quando dai microfoni di Sky gli è stato chiesto di commentare la gara di Nahitan Nandez. L’uruguaiano ha corso tanto e ha segnato la rete della sicurezza nel match vinto contro la Sampdoria e non c’è dubbio sulla sua centralità negli schemi del tecnico rossoblù.

SUCCESSIONE. El Leon era sbarcato a Cagliari poco più di un anno fa per sopperire all’addio di Barella, beniamino dei tifosi volato a Milano per compiere il grande salto. Dal centrocampista sardo ha ereditato persino il numero di maglia, dimostrando di non aver paura di un confronto diretto con un giocatore apprezzatissimo da tifosi e critica. E infatti l’uruguaiano non ha mai fatto rimpiangere l’addio dell’ormai nerazzurro, anzi, non è una bestemmia dire che questo Nandez è superiore a quel Barella di due stagioni fa.

NEL PROGETTO. Una crescita costante, non solo tecnica ma anche di leadership. Perché ora Nahitan è un trascinatore, è il cuore pulsante della squadra di Di Francesco e per certi versi sembra di rivedere in lui il Nainggolan dell’anno scorso. Un giocatore capace di ispirare il sacrificio nei compagni, di spiegare le vele verso l’arrembaggio ed essere in prima fila nell’assalto. Sembrava destinato a lasciare il club, invece è diventato il capo branco. Godiamoci Nandez perché tra qualche anno potremmo dire con orgoglio di averlo visto giocare.

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