Giulini: “Dobbiamo tornare a giocare a pallone, addio di Carli scelta sofferta”

Il presidente del Cagliari spiega le ragioni che hanno portato al cambio di tecnico e direttore sportivo avviando un nuovo ciclo

Una rivoluzione per tornare a sognare. Il presidente Tommaso Giulini non nasconde la delusione per il campionato appena concluso e alla presentazione di Eusebio Di Francesco spiega i piani futuri e le proprie ambizioni.

ENTUSIASMO. “Con Di Francesco ci siamo incontrati due settimane fa ed è scattato subito il feeling. Il club riparte da un progetto di gioco, deve iniziare a giocare a pallone. Ringrazio Carli perché nella salvezza di due anni fa è stato decisivo”.

ORGANIZZAZIONE. “Ripartiamo da qui. Qualche strana partita o situazione alla Samp sta facendo dimenticare chi è Di Francesco. In pochissimi hanno fatto una semifinale di Champions e un percorso come il suo al Sassuolo. Ripartiamo anche dall’organizzazione societaria, abbiamo portato il Cagliari a un altro livello e vogliamo organizzarci ancora meglio. Carta è sopravvissuto a Cellino e Marino, che noi chiamiamo amichevolmente Florentino Perez. Spero possa fare più di due anni con noi, visto che mi dicono che dopo due anni taglio la testa al ds”.

MERCATO. “Abbiamo un parco giocatori importante e dei giocatori che torneranno dal prestito. Abbiamo fatto una grande campagna acquisti l’anno scorso, siamo il nono monte ingaggi della Serie A. Non è un momento facile post Covid. Non venderemo abbonamenti e alcuni sponsor stanno rinegoziando, la priorità è quella di tenere solida la società.

AMBIZIONI. “Il sogno era quello di poter competere per l’Europa nell’anno del Centenario. Non esserci riuscito mi ha segnato. Questo 2020 è iniziato molto molto male, l’ambizione è quella di ricominciare a giocare a calcio. Tanti mister dicono di voler fare la partita, poi non lo fanno. Vogliamo costruire qualcosa insieme, mi è piaciuta l’integrità morale del mister, si è subito rimesso in gioco quando poteva aspettare una piazza più importante”.

PASSATO. “Cosa non rifarei? A livello di gestione del mercato di gennaio, abbiamo provato a convincere Juan Jesus e Kjaer, poi siamo andati su Pereiro. Questo poteva essere ragionato in maniera diversa. Non per Pereiro, che sarà importante l’anno prossimo, ma perché forse serviva più un difensore. Ora vorrei vedere una squadra divertente, perché negli ultimi sei mesi non lo è stata”.

LA DELUSIONE. “Nelle ultime partite vedevo un po’ di scoramento da chi guardava la partita dalla panchina. Sentivo molto il gruppo squadra avversario incitare i giocatori e poco i nostri. Ho sempre avuto l’abitudine di delegare, ma chi ha una delega deve portare risultati. Non si può dire che in questi due anni siano arrivati i risultati e sono questi a creare le situazioni. Sono affezionato a Carli e l’addio è stato complicato da un punto di vista emotivo. Vogliamo avere una società unica, senza divisione tra prima squadra, settore giovanile e area marketing”.

TIFOSI ALLO STADIO. “Ho detto spesso cosa penso. In Sardegna siamo in una situazione privilegiata. Come tante attività stanno ripartendo, si potrebbero riaprire gli stadi con capienza ridotta. Faccio fatica a capire perché non si punti su questo con decisione”.

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