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Meteore rossoblù – Emilio Budruni

Continua il nostro viaggio nel ricordo di giocatori oggi dimenticati, o quasi, e che con la maglia rossoblù non hanno praticamente lasciato traccia

Emilio Budruni. “Chi è?“, si domanderanno la maggior parte dei tifosi rossoblù. Corre la stagione 91-92, Claudio Ranieri ha lasciato dopo un meraviglioso triennio e Carmine Longo, nonostante le pressioni degli Orrù che avrebbero voluto portare in Sardegna Carlo Mazzone, sceglie Massimo Giacomini.

La rosa allestita è di buon livello, le conferme di Matteoli, Francescoli, Fonseca, Firicano, Herrera si riveleranno lo zoccolo duro. Lo stesso direttore sportivo salernitano “scende” nelle categorie inferiori alla ricerca di qualche giovane talento e ritorna con Pistella dal Barletta, Bisoli dal Viareggio, Criniti da Catanzaro ed Emilio Budruni dal Cynthia.

Quest’ultimo è un centravanti dal buon fisico e con un buon feeling con il goal. Tuttavia ne Giacomini prima, ne Mazzone poi sembrano convinti delle sue potenzialità.

Viene convocato per la prima volta dal tecnico romano in occasione della trasferta nella capitale: dalla panchina vede i compagni lottare e strappare un punto ai giallorossi.

Ma l’8 marzo lo stesso Mazzone lo manda in campo: il Cagliari è di scena a San Siro contro l’Inter del trio tedesco. Il risultato è inchiodato sullo 0-0, oro colato per i rossoblù. Daniel Fonseca non ce la più ed ecco che entra in campo Emilio Budruni.

La sua gioia, però, dura poco più di un minuto perché l’arbitro Baldas manda tutti negli spogliatoi. Al termine della stagione la società lo manda in C1, precisamente nell’Ischia Isolaverde.

Quella contro l’Inter sarà l’unica presenza di Budruni in serie A nella sua carriera, spesa perlopiù nelle categorie inferiori, ma con un buon numero di realizzazioni.

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