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La stagione 2009/2010: dall’illusione Champions all’esonero di Allegri per colpa del Milan…

Nene

Nonostante un altro avvio di campionato non brillante Matri e compagni arrivano alle soglie dell’Europa che conta prima di chiudere in modo anonimo

Dopo lo scorso campionato (all’esordio in Serie A) la conferma di Massimiliano Allegri in panchina è confermata senza dubbi da Cellino. Tra gli arrivi si registrano quello di Agazzi in porta e Ariaudo in difesa e del campione del mondo 2006 in Germania, Barone, oltre che di Dessena  in prestito dalla Sampdoria. In attacco che il capocannoniere dell’ultimo campionato portoghese 2008/2009, il brasiliano Nenè.

PARTENZA PIÙ O MENO IN FOTOCOPIA. Il campionato precedente di Allegri in panchina, è stato inizialmente di 5 sconfitte di fila e il primo punto alla sesta giornata, grazie allo 0-0 con il Milan, graziato da un ko che avrebbe meritato ampiamente. In estate subito rossoblù eliminati in Coppa Italia dalla Triestina e in campionato la prima vittoria arriva alla quinta giornata, 1-0 a Catania, siglato dall’appena citato. Il primo successo interno è il 3-2 sul Genoa di Gasperini alla nona giornata. Tre punti che regalano fiducia, bissati dall’1-0 in casa della Lazio. Il momento dei sardi è positivo. Anche l’Atalanta e la Sampdoria lo capiranno bene a loro spese, uscendo dal Sant’Elia, la prima con un pesante 3-0, la seconda 2-0. A San Siro arriva una sconfitta per 4-3, ma il Cagliari giocò una gran partita tenendo testa  a lungo ai rossoneri.

CAPOLAVORO NENE’. Il brasiliano fu autore il 29 novembre di un gol da cineteca. Ben fuori dalla zona dell’area, agganciò la sfera e non ci pensò due volte a far partire il destro, che al 30’ esatto sorprese Buffon. A chiudere il match (89’) Matri, che chiuderà il suo score con 13 reti. Dopo il finale Cagliari settimo con 22 punti e quarto posto a due punti. La sconfitta 2-1 a Palermo e il 3-3 interno con Napoli (la miglior gara in assoluto del volenteroso ma discusso Larrivey in rossoblù) rallentano la corsa degli isolani, anche perché la terza rete partenopea arriva con Bogliacino al 93’, mente Allegri e Lavezzi litigano in campo. La zona nobile (Champions) resta ad un passo a fine girone d’andata, che il Cagliari chiude a 27 punti, con una gara in meno (quella di Udine, che verrà recuperata il 24 febbraio).

L’ILLUSIONE. Quella sfida segnò la stagione. I friulani hanno appena cambiato allenatore. Il Cagliari, con quei tre punti, può sognare in grande. E, in effetti all’intervallo grazie al gol di Jeda, la classifica è meravigliosa. Purtroppo dagli spogliatoi tornò in campo una squadra che sottovalutò gli avversari, capaci di pareggiare e ribaltare il match, nel giro di due minuti: al 68’ Sanchez supera Marchetti, al 70’ fa lo stesso Di Natale. Il girone di ritorno si apre con tre vittoria (3-0 al Livorno, 3-1 al Bari e 2-0 al Parma) nelle prime sei giornate e quarto posto distante appena tre punti. Da quel momento arriva un rallentamento con ben sei sconfitte. Cellino imputa ad Allegri di aver mollato i remi, essendosi già accordato con il Milan, squadra che effettivamente allenerà nel campionato successivo portandola allo Scudetto) e lo esonera chiamando in panchina Giorgio Melis, che ha il patentino.

FINALE ANONIMO. L’esordio del tecnico appena menzionato avviene il 18 aprile, con il Cagliari che impone il pareggio per 2-2 al Palermo. In successione giungeranno lo 0-0 a Napoli, il 2-2 con l’Udinese, la sconfitta a Roma 2-1 e infine l’1-1 col Bologna. La classifica finale vedrà la squadra isolana chiudere appena sedicesima, ben lontana dal concreto sogno europeo cullato fino a fine febbraio.

LO STREPITOSO GOL DI NENE’ ALLA JUVENTUS

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