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Alfabeto Rossoblù: il 2019 dalla A alla Z, prima parte

Un anno denso di eventi e protagonisti per il Cagliari: riviviamolo insieme scoprendo lettera per lettera un 2019… tutto rossoblù. Prima parte dalla A alla L

A come ASTORI. Il Cagliari ha seguito e, ne siamo certi, continuerà a seguire tutte le iniziative in ricordo di Davide Astori. In Sardegna come a Betlemme, la figura di questo esemplare atleta splenderà sempre.

B come BARELLA. La partenza del talentuoso ragazzo cagliaritano verso Milano, dopo una lunga vicenda di mercato, ha privato Cagliari di un simbolo genuino: ma che rappresenta un orgoglio da tenersi stretto.

C come CROCIATO. Il maledetto legamento saltato, insieme al menisco, nel ginocchio sinistro di Leonardo Pavoletti. Il bomber ha fatto in tempo a debuttare nel nuovo campionato, poi una rovinosa caduta ha rovinato tutto. A presto, cannoniere!

D come DS. Il lavoro di Marcello Carli, in sede di calciomercato estivo, è stato encomiabile. Mettendo a segno delle operazioni di mercato divenute possibili solo dopo la cessione di Barella, ha portato a Maran tasselli decisivi per il salto di qualità.

E come EPOCA. Quella che termina a gennaio con l’addio di Dessena, Farias e Sau, protagonisti da diverse stagioni delle vicende rossoblù nel bene e nel male. La sensazione è che la separazione fosse inevitabile e nell’aria da tempo.

F come FARAGÒ. 2019 più da dimenticare che da salvare per il giocatore di Catanzaro Paolo Faragò. Cliente assiduo dell’infermeria a causa dell’operazione all’anca, al rientro ha ritrovato la mediana traboccante di concorrenti di spessore. Quando ha giocato da esterno destro, ha palesato una certa inadeguatezza difensiva. Forza!

G come GIULINI. Il presidente si è dimostrato sempre vicino alla squadra, cercando di sottolineare l’impegno per alzare l’asticella e far crescere le ambizioni della piazza cagliaritana. Non piace a tutti, come è normale soprattutto in un ambiente molto viscerale come quello calcistico. Freddo imprenditore o manager lungimirante? Ai posteri l’ardua sentenza sulle versioni più gettonate dalla piazza, abbastanza spaccata da questo punto di vista.

H come HAN. L’attaccante nordcoreano, parso decisamente un giocatore diverso dopo il passaggio in cadetteria e alcuni infortuni, è stato ceduto infine alla Juventus che lo ha già convocato in prima squadra dall’Under 23. Errore di valutazione, abbaglio, dinamiche particolari… che carriera farà Han Kwang-Song?

I come INDISCUSSO. João Pedro e il gol, un rapporto finalmente di vera soddisfazione. Il brasiliano, tacciato di inconsistenza nelle scorse annate nonostante il colpo in canna sempre pronto, ha trovato nel 2019 quella continuità che ne ha fatto l’indiscusso – e forse inatteso – cannoniere rossoblù.

J come JOLLY. L’addio di Simone Padoin, silenzioso e composto come da personaggio, non è passato inosservato. Un professionista serio, apprezzato da tutto l’ambiente e accolto con affetto dalla piazza rossoblù. Faceva comodo un jolly come lui…

K come KIRIL. L’attaccante bulgaro Kiril Despodov non ha lasciato un segno tangibile, a causa soprattutto dello scarso minutaggio concessogli da Maran. Tagliato in estate e mandato in prestito in Austria, ha ingranato bene. Chissà che non torni utile in futuro, ma stavolta per davvero.

L come LUCA&LUCAS. Ceppitelli ha fatto sua la fascia da capitano, pur combattendo con parecchi guai fisici. Cigarini è rimasto, riprendendosi la cabina di regia senza più mollarla. Pellegrini è passato dalla Roma alla Juventus, tornando in rossoblù dopo i 6 mesi della scorsa stagione, mentre Castro ha lottato con i postumi del grave infortunio rivelandosi decisivo in zona gol nonostante la folta concorrenza.

 

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