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Simeone: “Il mio psicologo sportivo è fondamentale, voglio superare i dieci gol”

L’attaccante argentino del Cagliari ha parlato ai microfoni di Radiolina riguardo il buon inizio con i rossoblù e gli obiettivi per il futuro

L’AMBIENTE. “Io con Pavo? Si vedrà più avanti – ha detto Giovanni Simeone ospite della trasmissione radiofonica Il Cagliari in Diretta – Con Joao mi trovo bene, sembra un tipo serio ma nello spogliatoio è molto divertente. Anche Ragatzu mi fa molto ridere, è un grande giocatore e ha tanta qualità. Rog è quello che mi ha stupito di più, è molto completo, non lo conoscevo. Ruolo? Quando siamo in tre in attacco e mi mettono a destra o a sinistra mi trovo in difficoltà, ma prima o seconda punta non cambia”.

L’ARRIVO. “Clausola di rescissione? Ho firmato per cinque anni, vuol dire tanto tempo, questo è l’importante. Voglio vivere l’isola e Cagliari, sentirmi un sardo. Il mister mi ha fatto capire che mi voleva, è stato il primo a chiamarmi. Era quello che volevo io, sentire che tutti mi volevano”.

OBIETTIVI. “Importante vincere domenica, se no vanifichiamo il punto guadagnato a Roma. In casa bisogna fare sempre tre punti. A livello individuale fare più di dieci gol è la cosa più importante, superati quelli poi non ci si pone limiti. Durante la settimana mi preparo per andare in guerra, mi trasformo, sono uno tranquillo fuori e cerco di portare tutta la grinta sul terreno di gioco. Rigori? Mi piace tirarli, l’ho fatto al Genoa, poi alla Fiorentina c’era Veretout che non ne sbagliava uno. Per me è un obiettivo diventare rigorista. Spero di tornare in Nazionale, se faccio quello che ho fatto due anni fa ci riesco”.

MENTAL COACH. “Ho uno psicologo sportivo fin da piccolo, poi in Italia l’ho lasciato fino all’anno scorso. Mi trovo molto bene con lui, è argentino e ci sentiamo spesso per videochiamata. Avere uno psicologo che ti parla e ti conosce da anni è importante, lui mi ricorda che sono sempre uscito dalle difficoltà”.

IL PASSATO. “A Firenze sono stato due anni. Quello che è successo a Davide ci ha attaccati di più alla città, chi era lì quel giorno ha lasciato un pezzo di cuore a Firenze. Non sapevo del suo rapporto con Cagliari, ho visto che i suoi genitori sono attaccatissimi alla Sardegna. Il mio riferimento da giovanissimo era Radamel Falcao, lo allenava mio padre al River, un fenomeno. Ora guardo molto Firmino, fa sempre la cosa giusta. Anche Suarez mi piace tantissimo”.

 

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