Resta in contatto

Esclusive

Canzi incontra i colleghi sardi: il resoconto da Iglesias

L’allenatore della Primavera rossoblù ha svolto una lezione su “L’evoluzione del calcio moderno”: il reportage di Calcio Casteddu

PRESENTAZIONE. Max Canzi, milanese classe 1966, ha incontrato ieri sera un gruppo di allenatori sardi – circa 30 i presenti – presso la sala “Remo Branca” del municipio di Iglesias: evento organizzato dalla sezione Aiac (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) del Sulcis Iglesiente sul tema “L’evoluzione del calcio moderno”. Il tecnico della Primavera del Cagliari si è presentato brevemente: “Mi sono reso conto che non disponevo delle qualità per fare davvero il calciatore e quindi sono diventato allenatore. Ho iniziato a 19 anni, nel settembre 1985, mentre frequentavo l’Isef. Ho allenato 18 anni tra i dilettanti: una parte importante del mio vissuto. Prima non era così semplice prendere parte ai corsi, per gli allenatori: per questo oggi partecipo con grande entusiasmo, quando se ne presenta l’opportunità, anche da utente“. La lezione viene interrotta da un episodio simpatico, la telefonata di Daniele Conti a Canzi. Il Mister risponde al cellulare, chiedendo scusa ai presenti, con la bandiera rossoblù che gli dice: “Siamo vivi!“, riferendosi probabilmente al risultato del Chievo che tiene in corsa la Primavera per i playoff. Risate generali.

DIBATTITO. Il Mister sottolinea che ha avuto la fortuna di “aver fatto della sua passione un lavoro. Cerco di considerarlo sempre in maniera tale, per non perdere la mia forza“. Il dibattito con i colleghi si apre subito sul tema “Meglio belli o efficaci?“. Salta subito fuori come il calcio sia stato influenzato dal tiki taka del Barcellona di Guardiola e ancora prima da Cruijff. Quindi, la ricerca dei risultati attraverso la costruzione del gioco con un possesso palla pressoché ossessivo. Un modo di intendere il calcio che ha fatto proseliti in tutto il mondo, che però si presta a dei malintesi: “L’allenatore viene pagato per fare risultato, attraverso un gioco funzionale per raggiungere l’obiettivo. Quindi, il massimo sarebbe trovare il giusto equilibrio tra bellezza ed efficacia: la differenza la fanno sempre i giocatori, grazie all’abilità nella lettura delle situazioni in campo. Il possesso palla è uno strumento meraviglioso per far aprire le difese. Se questo non avviene, tutto resta uno sterile esercizio di bellezza“.

COSTRUZIONE. Il tema maggiormente trattato e che ha stimolato il maggior numero di interventi da parte dei presenti, ha riguardato la costruzione della manovra dal basso, cioè partendo dalla difesa. “La costruzione dal basso deve svilupparsi sempre attraverso delle idee“. Canzi ha spiegato delle situazioni su maxi schermo, ipotizzando un 4-4-2 opposto a un 4-3-3: manovra, riconquista della palla, allargamento degli spazi. Si è poi soffermato sulla tecnologia e l’importanza delle riprese video degli allenamenti, suggerendo dei consigli ai colleghi su come usufruire di questi strumenti all’apparenza troppo costosi. Il Mister ha chiuso il suo intervento – in cui più volte ha fatto riferimento al Milan, confermando la sua passione nata a un trofeo Berlusconi in gioventù – stringendo la mano e scambiando due chiacchiere con i presenti, tenendo sempre a bada il telefonino bollente: “È mia moglie: sapete ragazzi, io da 4 anni faccio il pendolare. Vado a Milano ogni weekend“.

 

 

 

1 Commento

1
Lascia un commento

avatar
500
  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Commento da Facebook
Ospite
Commento da Facebook

Io penso che la telefonata si riferisse alla primavera, ancora in corsa per i playoff,dopo il pareggio del Chievo di ieri sera…

Advertisement

Daniele Conti

Ultimo commento: "UN ESEMPIO. Ed ora vista la sua modestia, sta crescendo come dirigente."

Enrico Albertosi

Ultimo commento: "Un grandissimo portiere, tra i più grandi di sempre. Dotato di straordinaria reattività e di grande tecnica individuale. Memorabile una sua partita..."
zola

Gianfranco Zola

Ultimo commento: "Sono d'accordo per Gigi Riva,per Zola,ma non dimentichiamoci dei vari Conti,Scopigno e la squadra del 69/70 e tanti altri che ci hanno fatto sognare."

Enzo Francescoli

Ultimo commento: "Più che d'adattamento al campionato italiano, si trattava di microfrattura al perone(se non ricordo male)che lo perseguitò per gran parte del..."

David Suazo

Ultimo commento: "Oltretutto diventò pure tecnico e ha fatto parecchi bei gol"
Advertisement

Altre notizie dalla città

Powered by Good Morning News

Cerca con Pagine Sì!

Powered by Pagine Sì!

Altro da Esclusive