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Accadde oggi – Il genio di Baggio schianta i rossoblù

Oggi vi parleremo di una partita giocata dal Cagliari alla Scala del calcio e decisa da una dei giocatori più forti visti nel nostro paese

 

Grazie a questa rubrica, ritorniamo indietro con i ricordi di venti anni esatti, col Cagliari di Giampiero Ventura che vola a San Siro per affrontare l’Inter di Mircea Lucescu.

COSA ACCADDE. Solo sette giorni prima i rossoblù erano stati protagonisti di un’ottima prestazione in dieci uomini contro la stratosferica Fiorentina di Batistuta, Rui Costa, Edmundo, raccogliendo purtroppo una sconfitta per 4-2. La fiducia intorno alla squadra del tecnico genovese (dopo il disastroso mese di dicembre 98) è prepotentemente tornata e proprio la buona prestazione di Firenze rincuora giocatori e piazza. Nel match di San Siro, tutto sembra partire bene sin da subito, visto che Roberto Muzzi porta in vantaggio i suoi dopo soli 2 minuti di gioco. Il gruppo si esalta, gioca bene ed impone la propria manovra.

Dal canto loro, i nerazzurri sembrano spaesati. Ci pensa però l’arbitro Trentalange a dare loro una preziosa mano. Al 18’ infatti Fabian O’Neill subisce fallo, tocca volontariamente il pallone con la mano, rimediando e un lecito cartellino giallo. Due minuti dopo duello aereo tra lo stesso O’Neill e Roberto Baggio. Entrambi cercano il pallone di testa, ma l’ex Pallone d’oro rovina a terra in modo teatrale. L’arbitro coglie la palla al balzo per estrarre il secondo cartellino per il cagliaritano lasciando la squadra sarda in dieci uomini.

I rossoblù, con in testa il capitano Matteo Villa, protestano vivacemente, ma per il direttore di gara non c’è niente da fare. A quel punto l’Inter (rinfrancata dall’inaspettato regalo) rifila ben cinque reti alla porta di Alessio Scarpi, con che Roberto Baggio realizza una doppietta di grande fattura, ma soprattutto pone il suo pregevole zampino nelle altre tre reti realizzate da Diego Pablo Simeone (doppietta) e dal difensore Dario Simic.

Subito dopo la quinta realizzazione interista, arriva la frustrazione spinge Gianluca Grassadonia a beccare proprio il campione nerazzurro, reo, secondo lui, di essersi approfittato della superiorità numerica per dar sfoggio della propria tecnica. Ma in verità non possiamo che ricordare il Divin Codino come uno dei migliori calciatori che l’Italia ha avuto l’onore di annoverare tra le sue fila.

 

 

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