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Joao Pedro: “Vengo dalla polvere, ora ho tutto per essere felice”

“Gioco in Serie A in un club importante e vivo con la donna della mia vita”: Joao Pedro si confessa in un’intervista a Cuore Rossoblù. Ecco la prima parte.

PARLA JOAO PEDRO. Ventisei anni e la maturità di chi, nella vita, le ha vissute quasi tutte. Geraldino dos Santos Galvão, per tutti Joao Pedro. Una vita felice, la cui infanzia e il cui incipit calcistico è raccontato dal brasiliano in un’intervista a tutto tondo rilasciata al magazine Cuore Rossoblù.

Di seguito la prima parte dell’intervista (qui la seconda parte; qui la terza parte).

L’INFANZIA. “Sono un uomo soddisfatto, felice. Ero un bambino venuto dalla povere, sono nato in una piccola città di un grande paese, in uno stato che non risponde al cliché del Brasile carioca, quello che tutti conoscono: sole, caldo e mare. E Ipatinga, la città dove sono nato è un piccolo centro che si trova in una zona mineraria.E mio padre, che mi ha trasmesso la passione per il calcio, faceva l’operaio proprio nel settore delle miniere. Vengo davvero dalla polvere“.

LA FAMIGLIA. “Ho tre fratelli, eravamo una famiglia semplice e felice. Da piccolo ero il tipico bambino brasiliano: sempre con il pallone accanto e intento a palleggiare ogni volta che potevo. Mi faceva contento. Nella vita volevo fare il calciatore e ce l’ho fatta“.

GRATITUDINE. “Ora gioco in Serie A in un club importante, sono sposato con la donna della mia vita. Ma se mi guardo indietro vedo che nulla di ciò che ho ottenuto era scontato. Ho una famiglia bellissima e faccio quello che ho sempre desiderato. Devo solo restituire“.

GLI INIZI IN CAMPO. “Sono nato come attaccante, ma presto ho iniziato a muovermi nel campo: mezz’ala, centrocampista puro e poi di nuovo punta. A me piace stare ovunque, ma più vicino all’area avversaria. Io vedo la porta e se so che posso tirare lo faccio. Comunque se ho una dote è quella della versatilità. Se è necessario, per difendere, inseguo gli attaccanti fino all’area piccola“.

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