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Il moldavo, dopo stagioni tormentate in rossoblù e un inizio di stagione difficile, è in crescita ed è tra i migliori nel momento del Cagliari. È finalmente tornato Artur Ionita?

L’APPRODO. È il 30 giugno 2016 e il Cagliari ha appena acquistato Artur Ionita dall’Hellas Verona, per l’importante cifra di 4,5 milioni di euro. Non pochi per le casse del Cagliari e non pochi per il periodo, ancora scevro delle ipervalutazioni degli ultimi due anni di calciomercato.

L’INFORTUNIO. Tanti i tifosi entusiasti, che avendo visto le ottime prestazioni del moldavo con la maglia gialloblù, condite da quattro reti nel campionato appena concluso, sperano nel colpaccio, con l’acquisto di un grande giocatore. Ma ben presto Ionita non rispetta le attese. Tradito, a sua volta, dalla sfortuna, col perone che fa crack già alla terza di campionato col Bologna. Fuori fino a febbraio, con le prime reti con i sardi che arriveranno solo ad aprile, con la doppietta al Palermo.

SCORSA STAGIONE. Se la prima stagione in rossoblù è stata evidentemente compromessa dal grave infortunio, la scorsa è stata invece per Ionita una stagione da “fantasma”. Mai sotto i riflettori, né coi media né – soprattutto – in campo. Un’annata complicata per tutto il Cagliari, a dire il vero, con la guida di López mai del tutto convincente e una salvezza agguantata solo all’ultima giornata. Dopo un finale di stagione al cardiopalma. Con Ionita inghiottito in questo vortice negativo che non è riuscito a esprimersi al meglio, perdendo smalto sia in copertura che in fase offensiva (zero nella casella gol segnati).

NO ALLA CESSIONE. Ma il Cagliari non ha mai smesso di credere nel moldavo, puntandoci anche quando il Chievo – per cedere Castro – voleva a tutti i costi l’inserimento del centrocampista rossoblù nella trattativa. Ma la società e in primis il presidente Giulini ha sempre detto no. E ora, Artur sta finalmente ripagando la fiducia.

GOL E PRESTAZIONI. Ionita, nelle ultime gare, è cresciuto tantissimo. E sembra, quasi, un altro giocatore. Resta sempre un normalizzatore, uno di quei centrocampisti più di quantità che di qualità. Ma capace, finalmente, di dare una mano evidente alla squadra, sia in fase di rottura che di costruzione. O di gol, come quando tre settimane fa ha timbrato il pareggio in rimonta contro la Spal. “Non dovevo essere lì, avrei dovuto coprire sulla fascia la discesa di Padoin“, dichiarerà poi. Ma forse è proprio questo il punto: il sacrificio va bene, Artur. La tattica, pure. Ma gioca come sai fare. E, soprattutto, come ti senti.

I NUMERI. Basta guardare qualche statistica per farsi un’idea. Nelle prime sette gare della stagione in corso una media voto (secondo La Gazzetta dello Sport) di 5,7. Nelle restanti sei la media si alza di quasi mezzo voto, fino ad arrivare al 6,2. Un’impennata pazzesca in termini di numeri, per un giocatore che – come detto – spesso tende a nascondersi dal gioco. Ma che, anche grazie alla cura Maran, sta ora trovando il modo di far sentire la sua presenza in campo. I compagni e tifosi apprezzano e ringraziano. E sperano che la corsa del leone moldavo, finalmente ritrovato, sia solo all’inizio.

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