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Legrottaglie: “Il Cagliari può essere la sorpresa. Sabato prova di maturità”

L’ex difensore bianconero e allenatore in seconda rossoblù presenta la sfida di sabato tra Cagliari e Juventus.

PARLA LEGROTTAGLIE. Un anno fa l’addio al Cagliari. Ma la Sardegna gli è rimasta nel cuore, tanto da diventare casa sua. Il club rossoblù passerà dal Chievo alla Juventus, stesso percorso che Nicola Legrottaglie fece nel 2003, con il passaggio ai bianconeri. Per questo l’ex vice allenatore dei sardi è doppio ex della gara di sabato all’Allianz Stadium. Intervistato da L’Unione Sarda, presenta così la gara.

SFIDA AL TOP.Affrontare la Juve esaltante, ma allo stesso tempo, c’è l’altra faccia della medaglia. Perché giocare contro una squadra così ti obbliga a dover fare una grande prestazione. Ecco perché per il Cagliari sarà una grande prova di maturità“.

LO SBARCO ALLA JUVE.Estate 2003. Io avevo già l’accordo con la Roma e quando il mio agente mi chiese di raggiungerlo a Torino, non sapevo il motivo. Il Chievo mi aveva ceduto alla Juve e davanti a un contratto di 5 anni non potevo dire di no. E fu Moggi a insistere per fare subito la presentazione.. dovetti farla in pantaloncini e infradito“.

GLI ANNI A TORINO. “Qualcuno dirà che ho vissuto il periodo più basso, quello più difficile. Ma per tutti noi è stata un’esperienza entusiasmante. Abbiamo giocato in posti dove la gente parcheggiava sulle autostrade per vederci. Le esperienze negative aiutano a maturare e quella ha portato ai successi della Juve di oggi. A Torino ho capito cos’è la vita e sono rinato, come calciatore e come uomo. Perché quando sei famoso tutti ti adorano, ma quando sbagli ti girano le spalle. Mi sono ripreso quello che avevo perso nei primi anni, quando avevo la presunzione di essere arrivato».

AL CATANIA CON CASTRO E MARAN.Con il mister il primo anno è stato bellissimo, col record di punti. Le difficoltà sono arrivate nel secondo, quando il mister è stato esonerato e noi giocatori abbiamo convinto il presidente a richiamarlo per cercare di salvarci. Purtroppo siamo retrocessi. Castro? Ho sempre detto che meriterebbe di giocare in un top club, ha qualità incredibili. A volte si accontenta, dovrebbe avere più fame, in quel caso farebbe la fortuna sua e del Cagliari“.

IL CAGLIARI DI OGGI.Di Maran c’è la concretezza e la praticità. E con questi giocatori a disposizione può fare un calcio che piace. Merito suo e di chi ha costruito la squadra con grande intelligenza, mettendoci l’equilibrio che mancava la scorsa stagione. Il Cagliari del primo anno era forte, quello del secondo si era indebolito. E i risultati lo hanno evidenziato. La salvezza è stato un grande risultato, con il materiale che Lopez aveva a disposizione”.

PROGETTO. “Conosco il progetto del presidente Giulini. Ha detto di voler fare qualcosa di grande e ci sta arrivando gradualmente. Proprio per questo Cagliari, come squadra e società, da qui a qualche anno sarà una delle realtà più importanti del calcio italiano“.

IN SARDEGNA.Tanto. Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza, anche se da secondo allenatore. Ho lavorato con una persona che ti fa star bene e ti rispetta come Rastelli e con la società. Quando sono arrivato ero considerato un “gobbo” juventino, come capita nelle città dove la Juve non è ben vista. Ma la gente mi ha subito voluto bene. Per questo ho deciso di restare qui con la mia famiglia, facendo nascere anche un progetto sociale in città“.

LA SFIDA DI SABATO.Pur essendo due squadre in cui ho lavorato, non guarderò la partita da tifoso, ma cercando di fare attenzione alle questioni tattiche. La Juve è una super potenza, ma il calcio è strano. Nel Cagliari ci sono ragazzi eccezionali, un bel gruppo che è la vera forza. Se si mettono in testa di raggiungere obiettivi impensabili, possono farlo. Il Cagliari può essere la mina vagante, la sorpresa. Se lo merita per i tifosi, la città, i colori e la sua storia. Non sarà facile, ma conoscendo Maran, starà sicuramente studiando il modo per creare qualche difficoltà ad Allegri. Perché la Juve qualche punto debole ha dimostrato di averlo“.

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