A poco più di ventiquattr’ore dalla sfida contro i sardi, il tecnico orobico ha parlato ai microfoni della stampa anche di altri argomenti
Dopo la cocente, e soprattutto inaspettata, eliminazione dall’Europa League per mano del Cøpenaghen, l’Atalanta si butta a capofitto nel campionato. All’orizzonte la gara interna contro il Cagliari e Giampiero Gasperini non vuole scherzi da parte dei suoi:
CAGLIARI. “Il Cagliari è una buona squadra nel contesto di un campionato equilibrato. Loscorso anno ci hanno portato via tutti i punti possibili. Non dobbiamo essere presuntuosi e pensare che siamo tutto noi, del resto non è mai stato il nostro modo di fare. L’avversario di turno s’è rafforzato come gli altri. Le gare vanno giocate con determinazione e concentrazione, oltre che con qualità”.
INDISPONIBILI. “Abbiamo qualche acciacco, Toloi e Palomino di sicuro non ci sono e Ilicic ha ancora due-tre settimane per recuperare. Castagne ha dei punti di sutura in testa ma in qualche modo lo portiamo. Centoventi minuti giovedì sera hanno lasciato il segno. Pasalic ha speso tanto anche in campionato all’Olimpico ma ha fatto bene anche a Copenaghen, ma c’è chi ha giocato più di lui. Zapata ieri non s’è allenato: i nuovi sono sempre un’incognita, non sai se e quanto recupereranno se devono disputare due incontri ravvicinati”.
DELUSIONE. “Sarei stato deluso se la prestazione non ci fosse stata. Col pubblico il rapporto è sempre stato ottimale, la gente ci ha sempre incoraggiato. Personalmente non ho alcun rammarico. La rabbia e la delusione vanno trasformate in qualcosa di positivo sul campo. Con la coppa avrei potuto alternare più giocatori, sul solo fronte interno ovviamente adesso le cose cambiano un po’. A Roma c’era stato un ampio turnover, ma per raggiungere continuità nell’unica competizione attualmente nei nostri pensieri serve stabilizzarsi su una certa formazione. Serve un’identità forte”.
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