Tra le varie contese che Atalanta e Cagliari hanno messo in atto negli anni, quella che ha fatto certamente storia è la sconfitta per 5-2 subita dai rossoblù sul campo neutro di Bologna. Non tanto per l’esito finale ma per quanto accaduto alla vigilia dell’incontro. La partita, giocata il 29 agosto 1993 e valida per la prima giornata del massimo campionato, è segnata infatti dall’esonero di Gigi Radice da parte di Massimo Cellino, allora presidente del Cagliari, che non solo non ha gradito un pre campionato assolutamente disastroso, ma anche l’ostinazione dell’ex tecnico del Torino dello scudetto ‘75/’76, di voler giocare a zona e non come voleva il patron. Proprio Cellino, dopo aver conquistato al suo primo anno di presidenza la qualificazione in Coppa Uefa con Carlo Mazzone (che ha lasciato il club isolano per allenare la sua Roma ndr) aveva scelto Gigi Radice per un’altra stagione importante.
Cellino comunica la sua decisione allo stesso Gigi Radice la sera di sabato 28 agosto, invitando l’allenatore a sedere in panchina nella gara del giorno dopo. Ma arrivò il rifiuto del mister e Cellino ingaggiò Bruno Giorgi. Per la cronaca l’Atalanta, allenata in quella stagione da Francesco Guidolin, si impose 5-2 andando in vantaggio con Cristiano Scapolo dopo 18’ di gara, e raddoppiò al 32’ con Roberto Rambaudi. I rossoblù riaprirono la gara con il gol di Dely Valdés al 37’ ma subirono al 46’ il 3-1 bergamasco con Maurizio Ganz.
Nella ripresa ancora Dely Valdès a segno per il secondo gol del Cagliari che sembra riaprire la partita. Ma sarà un illusione che durerà appena 6’, quando Maurizio Ganz colpisce ancora. Nel finale (’90) l’autogol di Matteo Villa decreta il definitivo 5-2.
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