La rivoluzione tattica del Cagliari: da Ballardini a López

Il recente passato del Cagliari, da un punto di vista tattico, è stato contraddistinto dall’utilizzo incondizionato del 4-3-1-2. Il presente, invece, si chiama 3-5-2. Vediamo come – da Ballardini a López passando per Allegri – si è arrivati a questa metaformosi.

Ballardini, la svolta – Davide Ballardini approda in Sardegna nel dicembre 2007. La situazione è drammatica. I sardi, infatti, navigano nei bassifondi della classifica. Dopo il girone d’andata la questione sembra già chiusa: Cagliari con un piede e mezzo in Serie B. L’arrivo del mister ravennate abbinato agli acquisti di Storari, Cossu e Jeda, tuttavia, segna una rivoluzione mica da poco. Rivoluzione, peraltro, condizionata dal cambio del sistema di gioco. Il neo innesto Cossu, infatti, viene collocato alle spalle di Jeda e Acquafresca (che spesso vince il ballottaggio con Matri ndr). È la svolta. Il Cagliari non solo si salva anzitempo ma, addirittura, riesce a crescere in termini di gioco e di intensità. La strada è tracciata. L’erede in panchina di Ballardini, Max Allegri, non esiterà un attimo ad insistere con il 4-3-1-2. L’asse Fini, Conti, Biondini funziona alla perfezione. E Cossu ha tanta qualità così da diventare indispensabile tra le linee.

Con López si cambia – Diego López non ha mai nascosto che i rossoblù, in relazione alle loro caratteristiche, non possono prescindere dalla difesa a tre. Così, dopo che praticamente tutti i suoi predecessori avevano abbracciato la difesa a quattro, il mister uruguayano segna la seconda rivoluzione dopo l’epopea Ballardini. Bisogna sfruttare appieno le qualità di Pavoletti. E per farlo, sovente, occorre alzare la palla e far partire dei cross tesi. In tal senso, puntuale, è stata la rinascita di Paolo Faragò. L’ex Novara è stato – insieme all’ariete isolano – il calciatore che più ha beneficiato del cambio modulo. Anche Joao Pedro appare a suo agio nel ruolo di seconda punta.

Come migliorare – Il Cagliari probabilmente non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità. E in tal senso la sfida casalinga persa contro la Fiorentina ci consegna qualche riflessione. La domanda sorge spontanea: come poter crescere per arrivare ad una condizione tale da allontanarsi definitivamente dalla zona calda di classifica? Il mercato potrebbe portare consiglio. L’exploit di Faragò, come già detto, permette di stare tranquilli. Il pieno rientro di Van der wiel, inoltre, consente a López di puntellare la fascia destra. Il vero problema è a sinistra. Perché se è vero che Padoin rappresenta una soluzione è altrettanto vero che al Cagliari manca un laterale sinistro capace di interpretare il ruolo nel 3-5-2. Proprio per questo motivo il direttore sportivo rossoblù, Giovanni Rossi, a breve dovrà pensare – posto che non lo abbia già fatto – a qualche giocatore che potrà fare alla causa isolana.

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