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Il ritorno di Re Artur

Artur Ionita: un uomo, mille volti. Arrivato a Cagliari nell’estate 2016 come talentuoso centrocampista strappato all’interesse delle big, Napoli in primis. Ottimo precampionato, ma già alla terza giornata è costretto ai box a causa di un contrasto fortuito nel match contro il Bologna: frattura del perone per il moldavo e addio ai campi di gioco fino a febbraio. Ad aprile, contro il Palermo, ecco anche il gol, anzi, i gol, perché sono due quelli siglati contro i rosanero. Due facce diverse solo nella prima stagione dunque, a causa di un brutto infortunio che ha condizionato la sua presenza in campo.

Quest’anno le aspettative erano alte e altrettanta la fiducia riposta nel centrocampista ex Verona: sempre a disposizione nelle prime sedici partite, tredici volte nell’undici iniziale, due ingressi in campo da subentrato e una sola occasione nella quale è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti. Con un “ma”, tuttavia. Perché Ionita finora non era apparso al top della condizione. Sia fisicamente che mentalmente. Un po’ di appannamento, forse; un momento no dal quale sembrava non essere in grado di uscire, almeno in tempi brevi.

Ma, come spesso accade nel calcio, è bastata una partita per levare la maschera del “brocco” e rimettere quella del talento. Contro la Samp Re Artur è tornato a regnare nel centrocampo rossoblù. Inserimenti, corsa e anche quel po’ di legna a centrocampo che non guasta mai. Terzo tempo e colpo di testa vicinissimo alla traversa poco prima del 45’ e poi, al 60’, la perla. Contrasto tra Murru e Farias e pallone che finisce sui piedi di Ionita. Il sardo, passato ai blucerchiati, non pressa sul moldavo, che così è libero di sistemarsela sul destro e far partire un pallone telecomandato. La palla supera Silvestre e finisce sulla testa di Pavoletti, che poi è bravo a impattare con un imperioso stacco aereo, battendo Viviano. È 2-2; è pareggio meritato per il Cagliari.
Ma soprattutto è, e può essere per il futuro, il punto di svolta della stagione di Ionita. Non basterà un assist e nemmeno una buona partita per superare il momento difficile. Ma certamente servirà nel processo di crescita. Con il Cagliari che attende fiducioso il ritorno del vero volto del suo Re Artur.

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