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La trasformazione del Cagliari in sette giorni

Una sconfitta amara e deludente quella di ieri col Chievo. Doppia occasione persa in casa, nonché il risultato di una serie di debolezze emerse in superficie. Il mutamento palese della prestazione della squadra, a distanza di sette giorni dalla vittoria contro la Spal, è stato uno spiacevole dato di fatto.

Il Cagliari è  sceso in campo con un altro spirito, lasciando in panchina la cattiveria, l’aggressività e la fame di vincere. Una performance negativa che ha dato libero spazio agli avversarsi. La stanchezza accumulata delle tre sfide consecutive in un arco di tempo effettivamente ridotto, può aver penalizzato la condizione fisica dei giocatori che si sono rivelati affaticati, poco attenti e per nulla scattanti. Ci hanno provato? Difficile dirlo, non ci sono state occasioni gol fallite come quelle di mercoledì contro il Sassuolo. Giannetti ha corso ma non è bastato, Joao Pedro ha le sue giornate no proprio come quella di ieri, Barella e il ruolo di playmaker non vanno di pari passo, Pisacane si è dato la zappa sui piedi da solo, Faragò e Dessena presenze inesistenti.

L’indisponibilità di Farias, Ceppitelli e Pavoletti ha aggravato nelle scelte di Rastelli sui titolari, costretto a far ricorso alle riserve. Dunque una prova non convincente in cui si fatica a riconoscere chi abbia realmente combattuto per impedire i punti alla squadra avversaria. Troppi errori e poca motivazione, è mancata la fase di costruzione. I rossoblù di una settimana fa si sono lasciati andare perdendo la giusta carica e determinazione. Le sconfitte tra le mura di casa sono sempre quelle più dolorose. Ora sotto con il duro lavoro e testa al prossimo match contro il Napoli.

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