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Una partita, un ricordo

A cura di Fabio Ornano e Giancarlo Cornacchia 

Una delle partite più surreali dei rossoblù è datata 29 agosto 1993. È la prima giornata di un campionato storico in quanto il Cagliari si apprestava a dire la sua in Coppa Uefa, ma già la sera prima dell’incontro una notizia aveva scosso l’ambiente: l’allenatore Luigi Radice era stato sollevato dal suo incarico.

Massimo Cellino, da solo un anno alla guida del sodalizio, aveva assistito ad un precampionato pessimo da parte della sua squadra, giocatori fuori ruolo e modulo di gioco adattato alla zona vecchio intendimento. Qualcosa non quadrava ed il patron convocò il tecnico per una cena ed il punto della situazione.

Dal canto suo Radice rifiutò adducendo a motivi personali, ma quando Cellino scoprì che il vero motivo era una cena con amici, andò su tutte le furie. “Radice è out”, comunicò alla stampa locale che alle 23 di sabato 28 agosto riportò la clamorosa decisione.

Sul campo neutro di Bologna scese in campo una squadra scioccata, senza idee, ne identità. Radice, fisicamente in panchina, ma con il foglio di via già in tasca, schierò il giovane difensore Veronese, 187 centimetri, a guardia del temibile attaccante Maurizio Ganz, 20 centimetri più basso, e non a caso proprio il piccolo attaccante orobico realizzò una doppietta che sommate alle reti di Cristiano Scapolo, Roberto Rambaudi e ad un’autorete di Matteo Villa, fissarono il risultato sul 5-2.

Unica consolazione per i rossoblù la doppietta all’esordio per Julio Cesar Dely Valdes.

Da quella sera Radice abbandonò la panchina del Cagliari, ma non senza prima adire alle vie legali per contestare un esonero, a suo dire, ingiustificato. Ma la verità racconta che il tecnico che circa vent’anni prima aveva salvato proprio i rossoblù da una retrocessione quasi certa, non era più la stessa persona dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale il 17 aprile 1979 in cui perse la vita il suo amico ed ex attaccante della Nazionale, Paolo Barison.

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