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Cagliari, ti hanno sconfitto i tuoi giovani

Una sconfitta amara quella contro l’Olbia di sabato pomeriggio. Per tanti motivi. Perché ha mostrato tutte le lacune del Cagliari: gambe imballate, gioco ancora da rodare, interpreti che ancora necessitano di comprendere i meccanismi tattici di Rastelli. Perché arriva contro una squadra amica, ricca di giovani, ma soprattutto che milita ben due categorie al di sotto della massima serie: un po’ come il fratello maggiore che non vuole sminuirsi davanti al più piccolo. Ma la sconfitta è stata dolorosa soprattutto perché maturata contro una formazione composta per lo più da ragazzi provenienti dal Cagliari.

Tredici su venti, tra i giocatori dell’Olbia che sabato hanno sconfitto il Cagliari per una rete a zero, hanno vestito la maglia rossoblù tra giovanili e prima squadra: Aresti, Bizzi, Francesco Pisano, Vasco Olivera, Pinna, Dametto, Cotali, Piredda, Muroni, Biancu, Murgia, Arras e soprattutto Daniele Ragatzu, l’ex talento numero 30 in rossoblù e autore del gol vittoria per i galluresi.

È solo un dato, ci mancherebbe, che deriva per lo più dal rapporto di collaborazione e dai prestiti di giovani tra le due società e, per quanto riguarda il risultato, dalla differenza di condizione tra le due squadre.  Ma una riflessione in via Mameli potrebbe suscitarla eccome. Senza naturalmente scendere in inutili campanilismi, viene infatti da chiedersi se è davvero così utile spendere e investire su giocatori fuori dall’isola, se poi sono proprio i giovani sardi che appaiono sempre più competitivi quando sfidano “il fratello maggiore”.

C’è chi al Cagliari ha vissuto solo l’esperienza del settore giovanile; chi, come Aresti, Dametto, Piredda e Muroni, ha anche assaggiato la prima squadra. Chi, come Francesco Pisano, a Cagliari è stato una delle certezze per ben undici anni, su quella fascia destra che che ora tanto fatica a trovare un proprietario stabile.

E chi infine è il rimpianto più grande: Daniele Ragatzu, il folletto cagliaritano che, appena diciottenne, fece ammattire il Milan e Thiago Silvia in un lontano aprile di ben sette anni fa. Poi arrivò il prestito a Gubbio, la rescissione con i rossoblù, qualche giro su e giù per la penisola (Hellas Verona, Pro Vercelli, Virtus Lanciano e Rimini) insieme a un brutto infortunio che lo colpì proprio quando le cose sembravano sistemarsi. All’Olbia, alla soglia dei 25 anni, Daniele cerca il riscatto, così come tanti giovani sardi di belle speranze lasciati andare via, forse troppo in fretta, dal capoluogo sardo.

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