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AMARCORD – La “mano de Dios”? No, di Rapajc

La promozione del bravo arbitro Antonio Giua in serie cadetta ha stimolato i nostri ricordi in relazione alle gesta di altri direttori di gara made in Sardinia. Molti avranno già capito dal titolo: parliamo di un fatto, o meglio misfatto, accaduto precisamente allo stadio Curi di Perugia il 6 aprile 1997 quando si affrontano padroni di casa ed il Napoli di Gigi Simoni.

I partenopei sono in vantaggio per 0-1 grazie alla rete di Alfredo Aglietti e verso il quarto d’ora della ripresa il centrocampista perugino Kreek batte un calcio d’angolo dalla destra. Parabola sulla quale si fionda l’attaccante Milan Rapajc: palla in rete!

I padroni di casa esultano per una rete fondamentale in chiave salvezza, ma i napoletani sono furibondi. L’attaccante croato ha nettamente deviato il pallone in rete con la mano sinistra, emulando la più celebre “mano de Dios” di sua maestà Diego Armando Maradona. Tutti, persino il pubblico, si accorgono del fallo tranne il direttore di gara, Nicchi, che non riesce a contenere le veementi proteste degli azzurri. Chiede lumi al guardalinee, il cagliaritano Piergiuseppe Farneti, che tuttavia avvalla la decisione del suo “superiore”.

“Non ho visto nessun fallo di mano”, la dichiarazione del guardalinee sardo, anche lui attorniato dai giocatori napoletani. In tutto il marasma durato ben cinque minuti con la situazione totalmente fuori controllo, Nicchi altro non trova da fare che chiedere allo stesso Rapajc se davvero l’avesse presa di mano. La risposta del giocatore? “No, l’ho colpita con il mento”. Voto 0 per il fair play al giocatore, ma gogna mediatica assicurata sia per il direttore di gara Nicchi, sia per il guardalinee sardo, protagonista suo malgrado di un misfatto che alimento’ le speranze salvezza dei grifoni.

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