Dieci gol subiti in tre partite non possono essere considerati un semplice incidente di percorso. Per il Cagliari di Fabio Pisacane rappresentano un segnale evidente, quasi una crepa improvvisa in una struttura che fino a poche settimane fa sembrava reggere con maggiore solidità.
Le tre sconfitte consecutive contro Monza, Bologna e Roma hanno prodotto una brusca frenata, non soltanto in termini di risultati ma soprattutto per il modo in cui la squadra ha perso equilibrio. Quando una formazione incassa così tanto in un arco temporale ristretto, il problema raramente riguarda un singolo reparto: spesso è il sistema complessivo a perdere compattezza.
Non è solo una questione di difensori
Sarebbe infatti riduttivo concentrare ogni responsabilità sulla linea arretrata. La fase difensiva comincia molto più avanti, dalla capacità degli attaccanti di indirizzare la pressione e dei centrocampisti di proteggere gli spazi centrali.
Se il Cagliari concede troppo campo, se le distanze tra i reparti si allungano e se il primo pressing viene superato con facilità, anche i difensori finiscono inevitabilmente esposti a situazioni difficili da gestire.
Le ultime gare hanno mostrato una squadra più vulnerabile soprattutto nelle transizioni negative. Quando perde palla, il Cagliari fatica maggiormente a ricompattarsi e concede agli avversari corridoi che nelle prime settimane della stagione riusciva invece a chiudere con più efficacia.
La perdita di equilibrio
Il nodo principale sembra essere proprio questo: l’equilibrio.
Pisacane ha cercato nel corso delle ultime partite nuove soluzioni tattiche, anche aumentando il peso offensivo della squadra. Ma ogni passo avanti nella ricerca di maggiore pericolosità deve essere accompagnato dalla capacità di mantenere protezione alle spalle del pallone.
Le dieci reti incassate suggeriscono che qualcosa si sia inceppato nei meccanismi collettivi. Non necessariamente per un problema strutturale, ma abbastanza da richiedere un intervento rapido.
Serve ritrovare compattezza
Il Cagliari dovrà quindi ripartire dalle proprie certezze. Pressione coordinata, reparti corti, attenzione sulle seconde palle e maggiore protezione della zona centrale possono diventare le prime medicine per uscire dalla fase negativa.
Tre sconfitte consecutive fanno rumore, ma il dato dei 10 gol subiti racconta ancora di più. È lì che Pisacane dovrà concentrare buona parte del lavoro nei prossimi giorni.
La stagione è ancora lunga, ma certi numeri non vanno ignorati. Il Cagliari ha bisogno di ritrovare rapidamente quella compattezza che aveva caratterizzato la parte iniziale del campionato. Prima ancora dei punti, serve ricostruire la sensazione di essere una squadra difficile da perforare.



Purtroppo abbiamo visto in queste ultime giornate da parte di Obert una bruttissima prestazione nella fase difensiva.
Tanti gol presi per sua responsabilità diretta in marcature Light vedi il pareggio della Juve i gol presi a Monza e anche ieri non si è fatto mancare niente nei primi 3 gol subiti a Roma.
C’è da riflettere sicuramente Sig. Pisacane su come organizzare meglio la fase difensiva.
Il Cagliari segna poco e fino a tre settimane fa era riuscita a fare tanti punti perchè la difesa subiva pochissimi gol, in queste ultime partite abbiamo subito tantissimi gol perchè dovendo recuperare il risultato ci siamo scoperti perdendo equilibri, compatezza, concentrazione e anche qualche errore di troppo in tutti i settori del campo favorendo le ripartenze degli avversari, ma in questi casi la responsabilità è di tutta la squadra e non di un solo reparto o del portiere.
È vero si subiscono tante reti ma la colpa non è solo del reparto arretrato, il centrocampo fa molta fatica e non riesce più a fare filtro.
Però c’è da dire che i due esterni bassi,Ze’ Pedro ed Obert non stanno difendendo bene,la prima rete è l’ emblema del loro atteggiamento difensivo non ottimale.
C’è tanto da lavorare,tanto da pedalare ma alla fine il Cagliari uscirà da questa crisi,fiducia in Pisacane e tutta la sua Banda.
FORZA CAGLIARI !!!!!!!!!!!!!!! SEMPRE !!!
Se Caprile non avesse fatto il fenomeno contro udinese e Inter e Juve avremmo incassato più gol. La realtà è che adesso gli avversari ci segnano ad ogni tiro anche se creano poco o nulla
Ricordiamoci che abbiamo la stessa difesa dello scorso anno che ha preso diversi gol
Da ex portiere, distinguerei una grande parata da un miracolo. Un portiere di Serie A deve garantire interventi decisivi, continuità, sicurezza nelle uscite, lettura delle situazioni e capacità di guidare la difesa. Non basta qualche prestazione sopra le righe per definirlo un fenomeno. Caprile è un buon portiere, ma presenta limiti evidenti e, soprattutto, manca di continuità. In Serie A vedo estremi difensori compiere interventi ben più straordinari senza essere continuamente celebrati.
Ottima disamina, penso la stessa cosa e aggiungerei una certa difficoltà con i piedi quando deve lanciare lungo. Sicuramente un buon portiere per la nostra dimensione e me lo tengo senza problemi ma a volte si esagera quando si parla di lui.