“La prima volta che andai a San Siro avevo sei o sette anni, c’era un Inter-Brescia e rimasi colpito dal portiere del Brescia, Brotto, che indossava una maglia nera con la ‘V’ bianca. Magari oggi può sembrare una sciocchezza, ma in quei tempi quei dettagli ti colpivano.”
Zenga ha poi citato alcuni dei suoi primi modelli tra i pali. “C’erano Lido Vieri, che giocava addirittura con la coppola, o Albertosi, con quel maglione rosso del Cagliari, e Zoff, con la sua maglia grigia. Era un forte senso visivo, e mi sono totalmente concentrato sul ruolo del portiere.”
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Sono pochi gli ex portieri che riescono come allenatori. Il motivo non saprei spiegarlo e anzi mi sorprende. Il portiere dalla sua posizione vede tutto il campo e come si muovono le due squadre. Quindi dovrebbe essere avvantaggiato rispetto a chi svolge un altro ruolo. Zenga ha acquisito competenza ed ha carattere però non gli sono bastati.
Certe cose non basta vederle per capirle in tutte le loro sfaccettature. Bisogna praticarle e scontrarsi con le sfaccettature che non si vedono, ma incidono.
Bravo.
Mister sottovalutato anche per il suo carattere , come portiere uno dei più forti di sempre, ci si ricorda quel uscita ma si dimentica tutto il resto, a Cagliari come mister ha fatto il suo dovere portando una Salvezza non scontata.