Dichiarazioni a cura del nostro inviato Fabio Ornano
“Quando ero giovane e calciatore non pensavo di fare l’allenatore. Il percorso accade per strada. Io ho iniziato a giocare calcio tardi, Avevo 12 anni e normalmente si comincia a 5. Prima facevo Atletica, però ero da solo e mi rompevo un po’ le scatole. Ed allora i miei genitori che non erano molto tranquilli mi hanno fatto cambiare sport. Mi è piaciuto subito. A 15 ero nel settore giovanile del Genoa. Giocavo per pura passione, dalla Serie B ho capito che era il mio lavoro”.
“Non sono mai calmo in effetti ma concentrato sempre. Con i miei giocatori ho una intensità nella comunicazione. Non perdo mai le staffe e spero non mi accadrà mai. La squadra è la mia seconda famiglia, e con loro condivido gioie e dolori. Oltre al calcio ritengo essere importante è che bisogna sapere chi si p e cosa vogliono, un pò’ come voi quando scegliete il vostro indirizzo scolastico. Io posso dare un consiglio ma ognuno di noi deve sapere cosa sono i suoi talenti. Ognuno di noi è unico. Per voler essere qualcuno bisogna fare fatica e non esistono scorciatoie. Ma se ci saranno poi la vita ti presenta sempre il conto. Sbagliare non è un dramma, mai”.



Il fatto che lo sport professionistico, coi suoi rappresentanti, entri nelle scuole è una cosa molto positiva. Dovrebbe essere fatto più spesso, con maggiore frequenza. Complimenti poi a Nicola e alle sue parole.
Non pensavi di fare l’allenatore??? Infatti non lo sei e non lho fai……
Rispetto per la persona, come lo esige per le!
magari prima impara a scriverlo..