A 2 giorni da Lazio-Cagliari ecco n nuovo comunicato è stato diffuso dai gruppi del tifo organizzato della Lazio. Al centro della nota c’è il pacchetto che comprende tre partite, fra cui il derby contro la Roma in programma il prossimo 13 dicembre, recentemente proposto in vendita dalla società biancoceleste. Di seguito il contenuto del comunicato.
Pack 3 partite, il comunicato del tifo organizzato
“Pacco, doppio pacco e contropaccotto. Dopo il flop del pack precedente il sig. lotito, novello Nanni Loy, ci riprova con 3 partite a prezzi stracciati ed in più ci inserisce il derby per attrarre gli ‘allocchi’ di turno”.
“Anche questa volta i gruppi del tifo organizzato risponderanno con un netto ‘Stai bene così’! Queste sono le mosse di chi, pur di fare cassa, decide di svendere mettendo in atto un gesto disperato tipico di chi non sa più cosa inventarsi pur di racimolare qualche spicciolo”.
Non si arretra di un millimetro
“La nostra linea resta sempre la stessa e, come abbiamo sempre fatto, decideremo noi quando entrare, a quali partite presenziare e, oltre ai derby, se vogliamo regalarci una domenica di lazialità a casa nostra, perché siamo uomini liberi e come tali ci comportiamo, senza obbligare nessuno a seguirci, decidendo come gestire il nostro denaro ed il nostro amore, se vogliamo entriamo altrimenti restiamo fuori. Non ci facciamo comprare con queste offerte da discount perché l’amore per la nostra lLzio non è un prodotto da scaffale…noi preferiamo il bancone del pub! Avanti Lazio! Avanti Laziali! I gruppi del tifo organizzato”.
Come si arrivati all’astio contro Lotito
La protesta della tifoseria biancoceleste non nasce con l’inizio di questa stagione e nemmeno con una sconfitta particolare. È invece il risultato di una lunga sedimentazione di malumori che ha raggiunto il punto di rottura nella seconda parte della stagione precedente. Nel marzo scorso il boicottaggio delle gare interne aveva già prodotto una scena quasi surreale: lo stadio Olimpico, uno dei più grandi e riconoscibili d’Italia, si era ritrovato con migliaia di posti vuoti. Contro il Sassuolo, secondo le ricostruzioni riportate, sugli spalti c’erano circa 5.000 spettatori e in altre gare l’affluenza era ancora più bassa. Il messaggio è stato chiaro fin da subito: ovvero non finanziare, con la propria presenza, una gestione considerata non più all’altezza delle ambizioni della Lazio. Una posizione radicale, certamente. Ma proprio per questo difficile da ricondurre alla semplice protesta contro una formazione che perde. La questione, infatti, è diventata societaria.
Un dato eloquente
I numeri spiegano meglio di qualsiasi slogan la dimensione del conflitto. Nella stagione precedente la Lazio aveva raggiunto una quota di circa 30 mila abbonati. Per questa stagione invece le cifre inizialmente riportate sulla campagna abbonamenti sono crollate in maniera drammatica, con fonti internazionali che hanno parlato di circa 4 mila tessere, mentre altre ricostruzioni hanno evidenziato un numero ancora più basso nelle fasi iniziali della protesta.
Conclusioni
Questa forma di protesta particolarmente pesante per una società di calcio perché colpisce contemporaneamente l’immagine e l’economia del club. Ma soprattutto perché produce una fotografia impossibile da ignorare: una squadra che gioca in casa senza il proprio popolo.


