“A partire dal 1° ottobre è in vigore un’imponente iniziativa promossa dall’Agcom, che imporrà l’utilizzo obbligatorio di una Virtual Private Network (VPN). Questo comunicato è stato indirizzato a un utente di uno di questi servizi, sottolineando che la pirateria audiovisiva è ormai una questione gestita da professionisti”. Un messaggio importante, questo, recentemente trasmesso ai clienti che utilizzano servizi di pirateria dei contenuti video. Annualmente, come scrive oggi il Sole 24 Ore in edicola, questo “cancro” ha devastanti conseguenze per l’industria dell’audiovisivo in Italia. Si stima infatti delle perdite economiche pari a 1,7 miliardi di euro e la scomparsa soprattutto di circa 10.000 posti di lavoro.
Questo fenomeno si è ulteriormente aggravato a causa dell’evoluzione della pirateria verso forme sempre più sofisticate, con particolare impatto nei settori del calcio e dello sport, ma non risparmiando l’intero comparto dell’audiovisivo. Come ricorda digitalnews.com Il 26 luglio, l’Autorità Agcom ha approvato un nuovo Regolamento operativo, complementare alla legge, conferendo all’organismo notevoli poteri d’intervento. L’Autorità è ora autorizzata a richiedere alle società di telecomunicazioni di oscurare i siti web segnalati in soli 30 minuti, a seguito di segnalazioni da parte dei detentori dei diritti, tra cui aziende come Dazn, Sky o la Lega Serie A. Inoltre, sono state introdotte sanzioni più severe, con una pena detentiva fino a 3 anni per chi trasmette illegalmente e sanzioni pecuniarie fino a 5.000 euro per chi fruisce di contenuti piratati.
Al fine di garantire l’efficacia di queste misure, è necessaria un’unica piattaforma tecnologica dedicata. La Lega Serie A ha messo a disposizione la propria piattaforma, che è pronta per essere attivata una volta ottenuta l’approvazione finale. Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom, ha enfatizzato l’importanza di avviare questa piattaforma, possibilmente in forma sperimentale, a partire dal mese di novembre, con un’iniziale focalizzazione sulla Serie A.



Rispetto a certe richieste esose è solo legittima difesa. Il calcio è uno sport del popolo, dev’essere alla portata di tutte le tasche.
e si, il problema dello sport e dell’industria audiovisiva è la pirateria, se non ci fosse sarebbe tutto bellissimo, si vedrebbero sempre belle partite e filmoni capolavoro e ci sarebbero anche una valanga di posti di lavoro, sicuro!
L’ articolo secondo me ha un nome sbagliato.dovrebbe chiamarsi: LA PIRATERIA UCCIDE IL PORTAFOGLIO DI QUELLI CHE SI RIEMPIONO LE TASCHE DI CHI CI COMMERCIA.
Siamo in una democrazia.Cosa c’ e di male trasmettere in rete un evento sportivo? C’ e molta gente che non se lo puo’ permettere.Anche il nonnino pensionato ha diritto di vedersi una partita.
Dillo alla Lega Serie A che senza i soldi delle TV sarebbe fallita