Con 15 voti su 15 il via libera della Giunta Coni al Commissariamento della Figc secondo le indicazioni del Presidente Buonfiglio che ha assegnato a Giovanni Malagò il ruolo di Commissario. Lo stesso Consiglio Nazionale ha ratificato Malagò Commissario Figc all’unanimità
La comunicazione ufficiale
“Si è tenuta questa mattina, alle 13, al Foro Italico a Roma la 1177ª riunione della Giunta Nazionale CONI. Il Presidente Buonfiglio ha proposto alla Giunta il Commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio nella persona di Giovanni Malagò, affinché si proceda a celebrare nuove elezioni entro e non oltre il 31 gennaio 2027.”
Il prossimo passo
Ci saranno nuove elezioni per la presidenza Figc in 60-90 giorni, in cui Malagò sarebbe probabilmente l’unico candidato. Al primo scrutinio, il 22 giugno, l’ex presidente del Coni prese il 68,58% delle preferenze, con Giancarlo Abete fermo al 29,17%. Il commissariamento, insomma, non arriverebbe ai sei mesi previsti come tempo massimo.
La decisione
Il passaggio decisivo è maturato nel corso dell’incontro tra i due presidenti. Buonfiglio ha proposto a Malagò di assumere personalmente l’incarico di commissario, affidandogli così la gestione della transizione fino allo svolgimento di nuove elezioni, che dovranno essere organizzate nel rispetto delle procedure e senza i problemi formali emersi nella precedente consultazione. Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, Malagò era arrivato alle ore 12 a Palazzo H proprio per incontrare il numero uno del CONI e definire il percorso da seguire prima del voto previsto all’interno della Giunta del Comitato olimpico. Un faccia a faccia che ha consentito alle parti di arrivare rapidamente a una soluzione capace di tenere insieme le diverse esigenze istituzionali.
Le parole del presidente del CONI Bonfiglio
“Oggi ho visto che era come l’incontro del G7: un’attenzione per una cosa che dovrebbe essere normale, ma il calcio è il calcio. Ieri sera alla fine chi è che non ha gioito. Rendiamoci conto di questo, l’importante è saperlo gestire con serenità. Penso di essere attrezzato, e questo mi aiuta molto, non solo l’esperienza sportiva ma anche quella lavorativa, per la quale devo rispondere nei confronti dell’azienda e del risultato aziendale di quello che fai. Il mondo dello sport deve essere un esempio del rispetto etico e morale delle regole. Per me non c’è un vincitore o un perdente. Malagò vittima di un malfunzionamento. Spero vengano respinte le dimissioni di Bianchedi“.
Non è il primo commissariamento della storia del calcio italiano
Come riporta l’ANSA nei suoi quasi 130 anni di storia, la Figc si è trovata spesso alle prese con questa situazione. Da Francesco Mauro, reggente prima e durante la Grande Guerra, a Roberto Fabbricini nel 2018. In mezzo Bruno Zauli (dopo la fallita qualificazione dell’Italia al Mondiale in Svezia) Franco Carraro (1986) e Raffaele Pagnozzi (1996). Seguirono il presidente del Coni Gianni Petrucci (2000-2001) ed il giurista Guido Rossi (2006) che gestì il caos post-calciopoli. Rossi si dimise e lasciò la poltrona a Luca Pancalli. Fabbricini fu chiamato dopo le dimissioni di Giancarlo Tavecchio per la mancata qualificazione al Mondiale 2018 in Russia.



Semplicemente penosi
Commissari che commissariano i commissariati, puro made in Italy dop.
Spero se ne vada quanto prima anche questo discutibilissimo tizio.