Il giocatore rossoblù Raoul Bellanova ospite de “Il Cagliari in diretta” su Radiolina: la sua opinione sul momento della squadra e qualche dettaglio personale
“Andare via dall’Italia non è stato facile. Soprattutto un fatto mentale, caratteriale: non ero ancora pronto. Tutto mi è servito degli ultimi due anni, anche per migliorare come calciatore“.
“Devo ringraziare tanto il Cagliari, perché ha creduto in me nonostante le dicerie sul mio carattere: ma soprattutto Daniele Dessena, mio compagno di squadra a Pescara, che ha perorato la mia causa smentendo certe malelingue“.
“Non riuscivo a fare il salto di qualità sul campo e ci si attaccava a tutto, pur di screditarmi in qualche modo. A Cagliari è cambiato tutto: hanno creduto in me, ancor prima che iniziassi a crederci io stesso. Credere in un ragazzo giovane, inesperto, è stato un atto di coraggio di Mister Mazzarri dopo due anni complicati della mia carriera“.
“Giocare titolare contro la Roma… Non ho dormito tanto la notte prima. Conoscevo già alcuni ragazzi come Lovato, Altare e Zappa. Ma anche i compagni più esperti sono stati fondamentali per me. Si dice che un atleta più gioca e meglio rende: ora sento di più la fiducia e rischio magari la giocata, con maggiore consapevolezza“.
“Mazzarri ci dice sempre di lavorare e non guardare la classifica. Ora siamo una nuova squadra, abbiamo fatto diversi punti ma tanti ne sono stati pure persi“.
“Nel mio ruolo c’è Zappa, c’è Nández a cui cerco in ogni allenamento di rubare qualcosa. Il 12 sulla schiena? Il mio numero preferito è il 2, purtroppo era occupato quando sono arrivato!“.
“Il clima di Cagliari è stupendo, dopo gli allenamenti adoro andare in spiaggia. Il focus è sempre il campo, però la cornice aiuta e parecchio“.
“Io e i miei genitori non abbiamo avuto un passato facile, sono stati i primi a credere in me, privandosi di tante cose per sostenere il sogno. Sono i miei migliori amici, il rapporto con loro è difficile da spiegare. Trasferirmi in Francia non è stato semplice, cercavo di farli venire spesso“.
“Più che a me stesso devo pensare alla salvezza del Cagliari. Poi avrò modo di pensare alla stagione dal punto di vista personale. Pavoletti mi ha sempre ‘torchiato’ e spronato dall’inizio, ci teneva tanto. Quando finalmente ho iniziato a giocare, è stato felicissimo per me“.
“Ci sono tanti giocatori forti nel mio ruolo. Ammiro moltissimo Hakimi: è meritatamente in una delle squadre più forti del mondo“.
“Una lacuna è sempre stata la fase difensiva, perché la mia prerogativa è quella di puntare l’uomo. Ma in Serie A è necessario migliorare, lavorare ed essere all’altezza, cercando di limare questo aspetto del mio bagaglio“.
“Non dobbiamo adagiarci su ciò che abbiamo fatto contro il Napoli. A Torino sarà ancora più difficile: andiamo lì per fare più punti possibili, il numero delle partite diminuisce. Dopo il pari contro i partenopei si respirava grande amarezza tra noi nello spogliatoio, però siamo consapevoli di potercela giocare contro tutti“.
“Prima delle partite mi carico molto con la musica rap e pop, soprattutto. Mi piace stare con i genitori, gli amici, giocare a videogiochi: ma non quelli di calcio, meglio Call of Duty. Preferisco i film d’azione. Sto ricevendo tanti complimenti, ma devo stare con i piedi per terra perché a questi livelli è un attimo perdere la bussola. La mia canzone del momento? ‘Brividi’ di Mahmood e Blanco“.


