Quella tra il Cagliari e la Coppa Italia è una storia che attraversa praticamente un secolo. Anzi, possiede un significato particolare: proprio in questa competizione i rossoblù disputarono nel 1926 la prima partita ufficiale della loro storia a livello nazionale.
Venerdì 14 agosto alle 18.30, all’Unipol Domus, il filo ripartirà contro l’Arezzo nei trentaduesimi della Coppa Italia 2026-27. La Lega Serie A ha indicato quella attuale come l’80ª edizione del torneo; per il Cagliari sarà invece la 71ª partecipazione.
Dietro questi numeri c’è un archivio pieno di curiosità: una Coppa sfiorata nell’anno precedente allo Scudetto, tre semifinali, imprese contro Juventus, Roma e Milan, goleade, eliminazioni dolorose e naturalmente una presenza che torna continuamente, quella di Gigi Riva.
Cagliari in Coppa Italia: tutti i numeri prima dell’Arezzo
Il bilancio del Cagliari prima dell’edizione 2026-27 comprende 255 partite di Coppa Italia, con 95 vittorie, 68 pareggi e 92 sconfitte. Le reti segnate sono 339, quelle subite 344. In termini percentuali significa il 37% di vittorie, il 27% di pareggi e il 36% di sconfitte. Vanno considerati come pareggi, ai fini del bilancio storico, anche gli incontri poi decisi ai rigori o tramite sorteggio.
Il fattore campo ha inciso parecchio. Nelle 126 gare casalinghe il Cagliari conta 60 successi, 36 pareggi e 30 sconfitte: quasi una partita su due, il 48%, è terminata con una vittoria rossoblù. Fuori casa il quadro cambia sensibilmente: 129 incontri, 35 vittorie, 32 pareggi e 62 sconfitte.
Alla luce di questi conteggi, Cagliari-Arezzo sarà la partita numero 256 dei rossoblù nella Coppa Italia maggiore.
Altri numeri principali, alla vigilia, sono i seguenti:
- Miglior risultato: 2° posto nel 1968-69
- Altre semifinali raggiunte: 1986-87, 1999-2000 e 2004-05
- Miglior marcatore storico: Gigi Riva, 33 reti
- Migliore vittoria: 9-0 nel 1939 contro la formazione di Terranova
- Sconfitta più pesante: Bagnolese-Cagliari 10-1 nel 1926.
1926: la Coppa Italia coincide con il debutto nazionale del Cagliari
Per trovare il primo capitolo bisogna tornare all’11 novembre 1926. Il Cagliari era ancora una realtà confinata essenzialmente alle competizioni regionali e si presentò sul campo della Bagnolese per il primo turno della Coppa Italia 1926-27.
Finì 10-1 per i padroni di casa. Un risultato durissimo, che rimane la sconfitta più larga della storia rossoblù nella competizione, ma che possiede un’enorme importanza simbolica: quella fu infatti la prima partita ufficiale del Cagliari su scala nazionale. La stessa edizione della Coppa non venne mai completata per problemi organizzativi.
Il Cagliari tornò successivamente nella manifestazione e nel 1939-40 scrisse il record opposto. Contro la formazione della città allora denominata G.I.L. Terranova, arrivò uno spettacolare 9-0: una partita ricordata anche perché fu la prima ufficiale nella quale i giocatori rossoblù indossarono i numeri sulle maglie.
1968-69, quella Coppa sfiorata prima dello Scudetto
Il punto più alto della storia cagliaritana nella Coppa Italia rimane la stagione 1968-69.
Bisogna però entrare nella macchina del tempo e dimenticare il formato attuale: non esisteva una finale secca per assegnare il trofeo. Dopo aver superato la prima fase e soprattutto eliminato la Juventus nei quarti, il Cagliari entrò nel girone finale insieme a Roma, Torino e Foggia.
La squadra di Manlio Scopigno partì con due pareggi in trasferta e una vittoria, arrivando allo scontro diretto casalingo con la Roma a pari punti con i giallorossi. Fu quella partita a spostare l’equilibrio: la Roma vinse in Sardegna e mise le mani sul trofeo. Il Cagliari concluse comunque il girone al secondo posto, superando Foggia e Torino. È ancora oggi il miglior piazzamento rossoblù nella Coppa Italia.
E in mezzo, naturalmente, c’era Rombo di Tuono. Riva concluse quell’edizione da capocannoniere con 8 reti.
È quasi una beffa della storia: il Cagliari che nel 1968-69 arrivò secondo sia in campionato sia in Coppa Italia sarebbe diventato, appena un anno più tardi, campione d’Italia.
1972-73, ancora Riva: otto gol in appena sei partite
Un’altra grande occasione arrivò nel 1972-73. Il Cagliari vinse tutte e quattro le partite della prima fase e iniziò molto bene anche il successivo girone, ottenendo tra l’altro una prestigiosa vittoria sul campo del Milan, detentore della Coppa.
La firma personale di Gigi fu ancora gigantesca: 8 gol in sole 6 presenze, sufficienti per conquistare nuovamente il titolo di capocannoniere della manifestazione.
1986-87, la favola della squadra di Serie B che eliminò la Juventus
Probabilmente la cavalcata più romantica arrivò nel 1986-87. Il paradosso è notevole: in campionato il Cagliari attraversò una stagione drammatica, conclusa con la retrocessione dalla Serie B alla C1, mentre in Coppa Italia arrivò fino alle semifinali senza perdere una partita prima del doppio confronto decisivo.
Il capolavoro fu ai quarti contro la Juventus. Dopo l’1-1 del Sant’Elia, i rossoblù pareggiarono 2-2 a Torino, conquistando la qualificazione grazie al gol decisivo di Gigi Piras nel finale.
In semifinale arrivò il Napoli di Diego Armando Maradona, destinato a vincere sia Scudetto sia Coppa Italia. Al Sant’Elia resistette fino all’81°, quando fu proprio Maradona a segnare lo 0-1. Al ritorno il Napoli si impose 4-1 e mise fine al sogno.
Quella cavalcata ebbe anche un’importanza economica: secondo la ricostruzione storica, gli incassi delle grandi notti di Coppa contribuirono a dare ossigeno a una società che attraversava una situazione finanziaria drammatica.
1999-2000, sei vittorie in otto partite e l’impresa a San Siro
Tredici anni più tardi, un altro Cagliari in enorme difficoltà in campionato trovò nella Coppa il proprio universo parallelo.
Nel 1999-2000 i rossoblù ottennero sei vittorie in otto partite, eliminando nell’ordine Genoa, Parma e Roma. Ai quarti arrivò una doppia impresa contro i giallorossi: 1-0 all’Olimpico e 1-0 al Sant’Elia.
La semifinale contro l’Inter sembrò chiudersi già all’andata, con il 3-1 nerazzurro a Cagliari. Invece al ritorno la squadra di Renzo Ulivieri vinse 2-1 a San Siro, senza riuscire però a completare la rimonta. Quella sconfitta dell’andata rimase l’unica del Cagliari nelle otto partite del torneo.
Protagonista assoluto fu Patrick Mboma: appena quattro presenze, sei gol e titolo di capocannoniere della competizione condiviso con altri tre giocatori.
2004-05, Zola e un’altra semifinale contro l’Inter
La terza semifinale dell’era a eliminazione diretta arrivò nel 2004-05, con un Cagliari appena tornato in Serie A e guidato in campo anche dall’immensa classe di Gianfranco Zola.
Il percorso fu lungo e divertente: doppio 3-1 alla Triestina, eliminazione della Lazio al termine di un confronto tiratissimo e successivo successo sulla Sampdoria. Ancora una volta l’ultimo ostacolo prima della finale si chiamò Inter.
Al Sant’Elia finì 1-1, con gol proprio di Zola e immediata risposta di Martins. Al ritorno l’Inter vinse 3-1, impedendo al Cagliari di raggiungere quella finale mai disputata nella storia della competizione con il moderno formato a eliminazione diretta.
Riva padrone dei gol, Brugnera simbolo di continuità
Guardando ai singoli, il nome dominante resta inevitabilmente quello di Gigi Riva. 33 reti in Coppa Italia, una cifra straordinaria e nettamente superiore a quella di qualsiasi altro rossoblù.
Sul fronte delle presenze emerge invece la longevità di Mario Brugnera, accreditato di 61 apparizioni nella competizione. Per dare un’idea della continuità di quella generazione, Gigi Piras compare a quota 54 e Mario Martiradonna a 45.
Il 4-4 di Udine, una delle partite più pazze
Tra le gare da conservare nella scatola delle fotografie impolverate c’è sicuramente Udinese-Cagliari del 2 settembre 1992.
I rossoblù avevano vinto 2-0 l’andata dei sedicesimi e al Friuli diedero vita a un incredibile 4-4. Il Cagliari andò sul 2-0 con Herrera e Oliveira, venne raggiunto, tornò avanti con Firicano, subì due reti di Nappi negli ultimi minuti e trovò infine il definitivo pareggio al 90° con Enzo Francescoli. Otto gol e qualificazione agli ottavi.
L’ultima Coppa: due battaglie ai rigori e l’uscita contro il Napoli
Nella scorsa stagione, la 2025-26, il Cagliari ha raggiunto gli ottavi. Al debutto contro la Virtus Entella la gara terminò in parità e fu necessaria la lotteria dei rigori per qualificarsi. Nel turno successivo arrivò il netto 4-1 al Frosinone.
Agli ottavi, sul campo del Napoli, ancora equilibrio e ancora rigori. Questa volta furono gli azzurri a prevalere al termine di una serie lunghissima dal dischetto, chiudendo il percorso rossoblù.



Avremmo vinto l’edizione dl 1970 se fosse stata affrontata al completo (Mancavano i Mexicani) probabilmente in Lega volevano avvantaggiare qualche altra squadra priva di Nazionali quando compilarono i calendari…ma quando mai dovevano coincidere con il Mondiale!!!
Purtroppo non riusciamo mai a fare molta strada…domani giocherà la formazione migliore, poi se passiamo ,qualche cambio e grandi rischi, agli ottavi giocheranno tutte le riserve…l’attuale mentalità non prevede di giocare per qualcosa di diverso dalla salvezza…peccato
Complimenti Fabio Ornano per il “Papiro” nel presentare l’incontro di Coppa Italia con l’Arezzo di Bucchi Cerri e Jonita , domani sera alle 18.30. Forza Cagliari sempre 💙 ❤️
Non l abbiamo vinta con i mostri del 70 la coppa Italia e quando la vinciamo mai con questi scappati di casa.
Se non ricordo male l’anno della vittoria dello scudetto abbiamo dovuto giocare la fase finale della coppa Italia senza i nostri nazionali che erano partiti in Messico per il mondiale del 1970, altrimenti forse avremo avuto un altro titolo in bacheca.
Esatto. Il rammarico maggiore è legato proprio a quell’ edizione