La nuova stagione del Cagliari si avvicina e tra i punti fermi del progetto tecnico di Fabio Pisacane c’è sicuramente Alessandro Deiola. L’allenatore rossoblù, intervenuto in una video intervista diffusa da RadiotvSerieA, ha parlato del ruolo del capitano e della possibilità di utilizzarlo anche in una posizione diversa rispetto a quella abituale.
Per Pisacane, Deiola rappresenta molto più di un semplice giocatore della rosa: è un riferimento per il gruppo e un elemento capace di interpretare pienamente il significato della maglia rossoblù.
“Deiola sa cosa significa indossare questa maglia”
Il tecnico ha sottolineato il valore umano e professionale del centrocampista. “Alessandro è un punto di riferimento, ormai dentro e fuori dal campo, è un ragazzo sardo che sa come e cosa ci vuole per indossare questa maglia”, ha dichiarato Pisacane.
Un riconoscimento importante per un calciatore cresciuto nel vivaio del Cagliari e diventato negli anni uno dei simboli dell’identità del club. La fascia da capitano rappresenta il coronamento di un percorso fatto di appartenenza, sacrificio e continuità.
La nuova idea tattica: Deiola difensore
La novità più interessante riguarda però il possibile utilizzo tattico del giocatore. Pisacane ha infatti spiegato che Deiola ha dato disponibilità a essere provato anche nel reparto arretrato. “Ha dato disponibilità e ci ha permesso di valutarlo in più posizioni dietro”, ha raccontato il tecnico.
Tra le soluzioni valutate ci sono il ruolo di braccetto destro in una difesa a tre e quello di centrale difensivo. Una scelta che potrebbe offrire nuove possibilità tattiche al Cagliari durante la stagione. “Cresce lì calcisticamente, non è una cosa che ci siamo inventati dalla sera alla mattina”, ha spiegato. Secondo l’allenatore, la conoscenza del ruolo difensivo fa parte del percorso di crescita del giocatore e può rappresentare una soluzione utile anche in prospettiva.
Una risorsa per il nuovo Cagliari
In una stagione lunga e impegnativa, la possibilità di contare su giocatori duttili può diventare un vantaggio importante. Deiola potrebbe quindi continuare a rappresentare un punto fermo del Cagliari non solo per leadership e personalità, ma anche per la capacità di offrire soluzioni tattiche differenti.
Per Pisacane, il capitano rossoblù resta una figura centrale nel progetto: un giocatore che conosce l’ambiente e che può accompagnare la squadra dentro una nuova stagione di Serie A.
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Allora si che siamo in una botte di ferro, ma coddaesi in pari a cussu
Già siete a fiori deiola leader dio mio
136 commenti per una nullità assoluta . Se non avesse avuto Giulini come presidente a quest’ora starebbe giocando ,forse , in serie D .
100%
Pietro Mereu non avete ancora capito il valore di Deiola per tutto lo spogliatoio del Cagliari, al di là dei limiti dal calciatore, anche se in A se ne vedono di peggio e in squadre più blasonate. Quando non ci sarà più si noterà molto la sua assenza
Sarà una vera catastrofe oserei dire.
Si non dormiremo la notte
Deiola solo come appartenenza, no leader. Per meritare la leadership non basta l’appartenenza, ci vuole il rispetto in campo riconosciuta da tutti e, perciò, il leader deve avere non solo la propensione al “comando” ma avere doti tecniche perlomeno mediamente superiori a più della metà della rosa, onde evitare dei grandi “vaffa” in risposta dai colleghi. A Franco Baresi bastavano i suoi sguardi e nessuno metteva in dubbio la sua classe.
Sì sì come no, ringraziamo la FERMEZZA di Deiola che rifiuta offerte MONSTRE da squadre ben più blasonate di noi, altrimenti l’avremmo dato via da un pezzo per una cifra sì GARGANTUESCA, ma che avrebbe solo riempito le tasche societarie senza trovare un sostituto all’altezza
Mi puoi elencare le squadre monster che lo hannp cercato? Ma poitta non ti faisi coddai tu e cussu peddizzoi.
Puoi criticarlo quando vuoi, ma in campo è uno che ci mette l’anima.
Non basta ci vuole tecnica e piedi buoni, lui non ha ne l uno e nell altro, gira e corre a vuoto.
Il capitano del Cagliari, de facto, è Mina non Deiola. Checchè ne dicano Pisacane e compagnia. Il ruolo di capitano ti viene riconosciuto dai compagni per leadership nello spogliatoio e in campo, non per carta d’identità e comune di nascita.
Certo non è un ruolo stabilito da noi commentatori, gli ultimi a conoscere le dinamiche dello spogliatoio. Piaccia o meno , il capitano è lui , riconosciuto da compagni e tecnico. La fascia la indossa quest’ anno ma è vicecapitano da diversi anni, già da Ranieri
“…riconosciuto dai compagni…” o imposto?
E certo…E gioca perche’ lo impone Giulini, come ha fatto con tutti i tecnici compreso Ranieri , per oscuri e magari torbidi motivi…
No, non andare oltre. Gioca perché è un discreto incontrista e per quanto mi riguarda, è anche un giocatore che apprezzo. Ma, anagrafe a parte, non ha la stoffa del leader come Mina. La leadership non è qualcosa che si sviluppa con l’allenamento o che hai a seconda del luogo di nascita, è un’indole innata.
Mi sa che tu vivi su marte, torna sulla terra che meglio.
Ma Deiola quanto paga al mese a Giulini per giocare, chiedo per un amico.
E per partorire sta stronxata, tu e il tuo amico vi siete dovuti arrovellare il cervello in due?
Ranieri, uno dei migliori allenatori in assoluto, l’ha sempre fatto giocare in serie A, e pure da capitano.
I detrattori di Deiola stanno su fb a scrivere.
Trova le differenze rra Deiola e i suoi detrattori.
Chi disprezza Deiola non è tifoso del Cagliari.