Ci sono esperienze che lasciano un segno indelebile. Per Rolando Maran, oggi alla guida della Nazionale albanese, Cagliari è una di queste. L’allenatore trentino guarda ancora con affetto agli anni trascorsi sulla panchina rossoblù e non nasconde il rammarico per un’avventura che, a suo giudizio, avrebbe potuto regalare traguardi importanti.
L’Europa, per diversi mesi, sembrava davvero a portata di mano. Poi qualcosa cambiò.
La partita che cambiò una stagione
La mente torna inevitabilmente al 16 dicembre 2019, quando il Cagliari ospitò la Lazio in una Sardegna Arena gremita.
I rossoblù partirono fortissimo con il gol di Giovanni Simeone e sfiorarono più volte il raddoppio. Quando la vittoria sembrava ormai vicina, arrivarono però i nove minuti di recupero concessi dall’arbitro Maresca. Prima Luis Alberto trovò il pareggio al 93′, poi Caicedo firmò il clamoroso 2-1 al 98′.
Quella rimonta segnò l’inizio di un periodo nerissimo per il Cagliari, che perse progressivamente terreno fino all’esonero dello stesso Maran, pochi giorni prima dello stop del campionato causato dalla pandemia.
“Quella sconfitta ha segnato anche la mia carriera”
L’ex tecnico ammette che quella partita rappresentò uno spartiacque anche sul piano personale.
Dopo l’esperienza in Sardegna arrivarono le parentesi poco fortunate con Genoa e Pisa, prima del rilancio a Brescia, dove sfiorò il ritorno in Serie A attraverso i playoff. Oggi la sua carriera è ripartita dalla panchina dell’Albania.
Quanto le è rimasta dentro quella serata contro la Lazio?
“È stata una partita che ha cambiato tante cose. L’importante è che il Cagliari sia rimasto in Serie A e che anche il mio percorso abbia poi ritrovato la strada giusta.”
La nuova avventura con l’Albania
A 62 anni Maran ha deciso di affrontare una nuova sfida, quella da commissario tecnico della Nazionale albanese.
Che esperienza sta vivendo?
“È un’opportunità importante. Rappresentare un popolo è motivo di orgoglio e credo ci siano tutte le condizioni per fare un buon lavoro.”
“Con Cagliari è nata una simbiosi speciale”
Il rapporto con la città resta fortissimo e Maran conferma di tornare appena ne ha l’occasione.
Che ricordo conserva della Sardegna?
“Spero di essere alla Domus per il Memorial Gigi Riva. Con la città si era creata una simbiosi incredibile. Vivevo in centro, parlavo spesso con i tifosi e ho sempre trovato grande correttezza. I sardi sono un popolo fiero.”
Il tecnico ricorda anche un altro episodio rimasto nella memoria dei tifosi: la partita contro il Verona che non si disputò per l’imminente lockdown.
“Una vittoria ci avrebbe probabilmente restituito entusiasmo. Bastava una scintilla per invertire la rotta.”
“Lo spogliatoio era unito”
Maran respinge anche le ricostruzioni secondo cui il gruppo avrebbe perso compattezza nell’ultima parte della stagione.
Cosa non ha funzionato in quei mesi?
“Lo spogliatoio era coeso. I senatori, a partire da Nainggolan, erano convinti come me che sarebbe bastato un episodio per ripartire. Era una squadra forte e mi dispiace soltanto non aver potuto completare il lavoro.”
Il rapporto con i tifosi
Tra i ricordi più belli c’è anche il celebre brindisi offerto ai tifosi dopo la vittoria contro l’Atalanta.
Perché decise di pagare da bere ai sostenitori rossoblù?
“Ho fatto semplicemente quello che sentivo. Era il simbolo del rapporto speciale che si era creato con la città.”
La promozione di Pisacane
Maran segue con interesse anche il nuovo corso del Cagliari, guidato da Fabio Pisacane, che ha allenato quando era ancora difensore.
Che allenatore sarà Pisacane?
“Fabio aveva già da calciatore una forte personalità. È diventato subito un allenatore vero e credo che la società faccia bene a puntare su di lui e sul progetto basato sui giovani.”
Il ritorno mai concretizzato
Negli anni il nome di Maran è stato più volte accostato a un possibile ritorno sulla panchina rossoblù.
C’è stato davvero un contatto con il Cagliari?
“So che se ne è parlato, ma non ho mai ricevuto una proposta concreta. Con il presidente e con tutto il club sono rimasto in ottimi rapporti. Del resto, è sempre bello tornare nei posti dove si è stati bene.”
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I mesi più belli da tifoso del Cagliari, poi purtroppo è arrivato il maledetto 2020
Speriamo che prima o poi il sogno di vedere il Cagliari in Europa si avveri, quella volta ci ho creduto sul serio, e a ragione visto il mercato e la classifica con non so quanti punti sulla zona non europea
Però poi dopo il fallimento anche della stagione successiva, mi sono messo l’anima in pace, si deve solo rosicare, purtroppo
Ma poi è finita la partita con la Lazio???
Dopo tutti quegli esoneri pensavo che ti fossi ritirato ……ti è rimasta solo l’Albania.
Chi a cambiato il tutto e stato il casino tra olsen e lapadula contro il lecce,da li in caduta libera,e anche con il rischio della serie b
Un galantuomo Rolando ma non ha senso continuare a prendersela per la partita persa contro la Lazio, i segnali di una flessione (penso soprattutto allo scadimento atletico di Nainggolan che stava letteralmente trascinando la squadra da solo e facendo overperformare tutti gli altri) c’erano già da prima, qualche partita vinta un po’ per cullo eccetera. Ad ogni modo il miglior Cagliari dell’epoca Julius (costruito con la cessione di Barella).
Allora l’arbitro rovino la partita nel finale
Squadra bellissima e spettacolare, mi ricordo ancora la cinquina alla Fiorentina….
Ancora questa caxxo partita con la Lazio? ma la is callonis
Tore,non ti arrabbiare, l’importante è partecipare!