Il 14 giugno 1964 è una delle date più importanti nella storia del Cagliari. Esattamente 62 anni fa, i rossoblù conquistarono matematicamente la loro prima promozione in Serie A, entrando definitivamente nella geografia del grande calcio italiano.
Quel giorno, nella penultima giornata del campionato di Serie B, la squadra allenata da Arturo Silvestri pareggiò 1-1 sul campo dell’Udinese, ottenendo il punto necessario per assicurarsi uno storico salto di categoria.
Un risultato destinato a cambiare per sempre la storia sportiva della Sardegna.
Selmosson illude l’Udinese, poi arriva Gigi Riva
La partita disputata allo stadio di Udine iniziò in salita per il Cagliari. I friulani passarono infatti in vantaggio al 26° grazie allo svedese Arne Selmosson, soprannominato “Raggio di Luna”, uno dei calciatori più celebri del calcio italiano di quegli anni.
Per lunghi tratti il sogno rossoblù sembrò complicarsi, ma a nove minuti dalla fine arrivò il momento destinato a entrare nella leggenda: all’81° segnò Gigi Riva.
Il giovane attaccante lombardo, che di lì a pochi anni sarebbe diventato il simbolo assoluto del calcio sardo e della Nazionale italiana, firmò il gol dell’1-1 che consegnò al Cagliari la promozione matematica.
Un gol pesantissimo, quasi profetico, dentro una storia che avrebbe poi portato il club addirittura allo Scudetto del 1970.
La squadra di Arturo Silvestri
A guidare quel Cagliari c’era Arturo Silvestri, tecnico nato proprio il 14 giugno 1921, del quale oggi ricorrono anche i 105 anni dalla nascita.
Allenatore esperto e carismatico, Silvestri costruì una squadra solida, organizzata e capace di creare una forte identità collettiva. Quel gruppo univa giocatori destinati a diventare simboli rossoblù e altri protagonisti meno celebrati ma fondamentali nel percorso verso la Serie A.
Questi gli uomini scesi in campo quel giorno, che centrarono un’impresa storica: Angelo Colombo, Mario Martiradonna, Enrico Spinosi, Enrico Mazzucchi, Raffaello Vescovi, Miguel Angel Longo, Mario Tiddia, Renzo Cappellaro, Danilo Torriglia, Ricciotti Greatti, Gigi Riva. E “Sandokan” in panchina.
Una squadra che riuscì a rappresentare l’intera Sardegna in un periodo storico nel quale il calcio isolano faticava ancora a trovare spazio ai massimi livelli nazionali.
L’inizio di una nuova epoca
Quel pareggio di Udine non fu soltanto una promozione sportiva. Per la Sardegna rappresentò un evento sociale e culturale enorme. Il Cagliari diventava finalmente una realtà della Serie A, portando l’isola nel calcio che contava.
Da quel 14 giugno 1964 iniziò il percorso che avrebbe condotto i rossoblù a diventare una delle squadre simbolo del calcio italiano degli anni Sessanta e Settanta.
E dentro quella storia, il gol di Gigi Riva a Udine resta ancora oggi una fotografia perfetta dell’inizio di tutto: il momento esatto in cui il Cagliari smise di essere soltanto una squadra di provincia e iniziò a trasformarsi in leggenda.
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Da quel giorno il sottoscritto scelse il Cagliari come propria squadra del cuore ed eccoci ancora qui più innamorati che mai..
Dovevo ancora compiere 14 anni quando il Cagliari ottenne quella prima promozione in Serie A, e da allora è stato solo AMORE ROSSOBLU. Entusiasmo indescrivibile. La nascita del MITO.
Con Martiradonna, Greatti e Riva tra i protagonisti della promozione. Grande merito all’allenatore Silvestri che ha portato il Cagliari dalla serie C alla serie A
Ornano, avevo dodici anni e per me tutto è cominciato da allora.
Il Cagliari che si sarebbe confrontato con la Juventus, Inter, Milan che venivano descritte leggende del Calcio nazionale e non solo che potevo ammirare al campo Rosas di Quartu quando facevano la rifinitura e potevo vedere da vicino campioni come Omar Sivori ed altri. Un’emozione incredibile.