Cagliari 2025-26, protagonisti: gli attaccanti

Analisi completa della stagione 2025-26 degli attaccanti del Cagliari: rendimento, numeri e prospettive dei tanti interpreti utilizzati.

Il Cagliari 2025-26 ha cambiato pelle soprattutto davanti. La prima stagione completa di Fabio Pisacane in Serie A sulla panchina rossoblù ha portato un vero tourbillon offensivo, tra giocatori esperti, giovani internazionali e scommesse futuribili. Una miscela a tratti esplosiva, a tratti incompleta, ma che ha comunque permesso al club sardo di costruire una salvezza meno sofferta rispetto alle stagioni precedenti. Il reparto offensivo ha alternato momenti incandescenti a lunghi blackout, fotografando perfettamente il carattere di una squadra ancora in costruzione.

Sebastiano Esposito, il centro tecnico dell’attacco

Tra tutti, il giocatore che ha maggiormente inciso è stato senza dubbio Sebastiano Esposito. Arrivato per assumersi responsabilità importanti, è diventato il riferimento offensivo del sistema di Pisacane. Esposito ha interpretato il ruolo da attaccante totale: rifinitura, movimenti tra le linee, assist e leadership tecnica. Forse al limite dell’esagerazione, perché un rendimento simile comporta un grande dispendio di energie, fatalmente ridotte al momento della verità verso la porta avversaria.

A livello complessivo, il giocatore di Castellammare di Stabia ha inciso più di tutti per numeri offensivi: 7 gol, 5 assist e appena due partite saltate, di cui una per somma di gialli.

Semih Kiliçsoy, talento incompiuto

L’arrivo del turco Semih Kiliçsoy dal Beşiktaş ha acceso immediatamente la curiosità dei tifosi. L’attaccante classe 2005 ha avuto bisogno di mesi per adattarsi alla Serie A e ai principi tattici di Pisacane, ma a un certo punto della stagione ha mostrato lampi di grande livello. Come i gol messi a segno, tutti di pregevole fattura e, in un paio di casi, da applausi a scena aperta.

Gol pesanti (4 in 22 presenze), accelerazioni improvvise e un mancino capace di creare superiorità numerica hanno fatto intuire il potenziale enorme del giocatore. Tuttavia, il suo rendimento è rimasto altalenante, quasi come una corrente elettrica che illumina a intermittenza: devastante quando si accende, ma ancora discontinuo. I suoi ultimi mesi a Cagliari sono stati segnati dal ritorno in panchina tra polemiche e attenzione mediatica continua. Pisacane ha affermato che il ragazzo non gli desse garanzie dal punto di vista fisico e nell’impegno in allenamento, aspettandosi molto di più e punzecchiando l’orgoglio del turco. Purtroppo, l’intera storia lascia l’amaro in bocca.

Andrea Belotti, che peccato!

La stagione di Andrea Belotti – 8 match e 2 gol – è stata invece più complicata del previsto. Perché non pensare all’idea che il Gallo potesse cantare ancora da ciliegina sulla torta del Cagliari? Le prime battute accesero grande entusiasmo, poi il grave infortunio al ginocchio e il sogno spezzato.

Pisacane potrebbe puntare ancora su di lui, se il bomber bergamasco dimostrasse dei progressi importanti dopo l’incidente e il giocatore timoroso degli spezzoni finali di stagione andasse nel dimenticatoio. Di certo, ha un credito pesante con la Dea bendata da riscuotere.

Borrelli e Pavoletti, stazza e infermeria

Gennaro Borrelli – 27 presenze e 5 reti – ritornava in Serie A dopo un lontano assaggio passato. Senza avere numeri da bomber assoluto, l’ex Frosinone ha garantito fisicità, profondità e gol pesanti nei momenti delicati della stagione. Pisacane ne ha apprezzato soprattutto la capacità di adattarsi a diverse situazioni tattiche. Tanto lavoro sporco, piedi non morbidissimi, ma il suo apporto nella salvezza del Cagliari – dopo essere stato pure lui risucchiato dall’infermeria – è degno di nota.

Discorso differente per Leonardo Pavoletti (217 minuti totali), ormai diventato simbolo emotivo e non agonistico del club. Il suo minutaggio si è ridotto sensibilmente, ma la sua presenza nello spogliatoio ha continuato ad avere un peso enorme. Ogni ingresso in campo è stato accolto dall’Unipol Domus quasi come un rito collettivo, un vecchio faro acceso dentro le notti complicate della Serie A. La rete al Pisa, carica di significati “in salsa toscana” e il ritiro. Lo vedremo legato al Cagliari in altra veste? Pavoloso non ha nascosto che gradirebbe.

Luvumbo e Felici, frecce dal destino molto diverso

La stagione di Zito Luvumbo – 12 apparizioni – è stata segnata soprattutto dal mercato. Dopo essere stato per anni l’attaccante più rapido ma meno consistente del Cagliari, l’angolano è stato ceduto in prestito nella finestra invernale al Maiorca. C’è curiosità per capire come si evolverà la sua situazione. Pisacane, in conferenza stampa, ha affermato che lui (e Prati) hanno desiderato fortemente la cessione a gennaio per trovare spazio.

Mattia Felici – 12 gare, 2 gol – ha mancato, purtroppo per colpa di una grave lesione al ginocchio, la chance di costituire la freccia rossoblù sulla fascia sinistra come Palestra ha fatto dall’altra parte del campo. Faccia tosta, tecnica, velocità, finalizzazione, capacità di saltare l’uomo: qualità che non si trovano facilmente e che il giocatore vorrà riproporre con ancora maggior forza nella nuova stagione.

I giovani: Albarracín, Mendy e Trepy

Dietro ai nomi più affermati, il Cagliari ha iniziato a lavorare anche sul futuro. L’uruguaiano Agustín Albarracín (2 presenze), arrivato a gennaio 2026, ha vissuto mesi di ambientamento ma ha lasciato intravedere tecnica e personalità interessanti.

Paul Mendy si è ritagliato spazio soprattutto grazie alla sua duttilità offensiva, sorprendendo per maturità tattica e intensità. Due gol (in 9 gettoni) alla prima da titolare in Serie A non arrivano per caso, però c’è tanto da lavorare e migliorare. Tra le note più inattese della stagione.

Più graduale invece il percorso di Yael Trepy, utilizzato prevalentemente come investimento prospettico (appena 83 minuti complessivi). Il talento c’è, ma il club sembra intenzionato a proteggerne la crescita senza accelerazioni premature. Per lui esordio in A con gol – e che gol – a Cremona.


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Antofacaldo
3 mesi fa

Sig.Ornano per accendere la lampadina (kilicsoy) bisogna pigiare sull’interruttore (motivare, stimolare,fiducia) cosa che non hai fatto il Pisacane

Amsicora
3 mesi fa

Costruire un attacco che abbia una fisionomia. Il progetto si migliora con idee chiare che nello scorso campionato si sono viste poco. Belotti può essere il nuovo Pavo che entra per dare una spinta, ma tutto dipende da come viene gestito

Gianni
3 mesi fa
Reply to  Amsicora

Una spinta nel burrone forse.

Commento da Facebook
3 mesi fa

In attacco io terrei Esposito, Borrelli, Mendy, Mutandwa, Il gallo Belotti🐔 e poi ci vuole un acquisto di un attaccante giovane ma già con una certa esperienza. Forse 6 potrebbero essere troppi, ma io partirei così. Nel caso a gennaio uno di questi potrebbe partire se c’è troppa abbondanza.Trepy può andare in prestito, magari con diritto di riscatto e contro – riscatto ♥️💙👋🏼👋🏼

Davidoff79
3 mesi fa

Io visto la scadenza contrattuale di Belotti lo lascerei andare, per il resto concordo, basterebbe inserire un bomber vero, se tenessero anche Felici per stare largo a sx, ci vorrebbe uno alla Douvikas, questo sempre sperando cedano il meno possibile i nostri migliori…

Commento da Facebook
3 mesi fa

L unico che darei ma non in prestito ma bensì in regalo.alle fogne sei tu !!

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